03/02/2013 9.54.57 - Provincia di Taranto - Cronaca

SAN GIORGIO JONICO - I Carabinieri arrestano una minore accusata di maltrattamenti in famiglia




Pretendeva i soldi dalla madre per comprarsi sostanze stupefacenti

 
I Carabinieri della Stazione di San Giorgio Jonico hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale, con collocazione presso comunità educativa per minori, nei confronti di una 17enne accusata di maltrattamenti in famiglia continuati.
Una telefonata come tante che giungono al 112, una storia all’apparenza di ordinario problema in famiglia, la voce di una mamma rotta dal pianto e raccolta dall’operatore della Centrale Operativa. Questo è ciò che è giunto ai Carabinieri della Stazione di San Giorgio Jonico. La pattuglia raggiunge l’obiettivo segnalato via radio e trova una madre disperata che chiede aiuto perché, dopo tanti tentativi e strade percorse, non è più in grado di gestire la figlia minorenne. Al momento dell’arrivo della pattuglia, la ragazza aveva appena finito di danneggiare l’auto di famiglia perché non le era stato dato del denaro. Tornata la calma, la donna, seppur tra disperazione e tentennamenti, ma stanca di subire le ire della figlia, ha chiesto di parlare con il Comandante di Stazione e chiedere un supporto all’Arma dei Carabinieri, al fine di tentare di percorrere un’ultima e disperata strada per riprendersi la ragazza, anche perché, a dire della madre, molti dei soldi che pretendeva li spendeva in sostanze stupefacenti, tanto che lei aveva più volte visto la congiunta fumare spinelli.
Una minore difficile che ha deciso di non andare a scuola, di non rispettare le regole della famiglia e del vivere secondo le norme civiche e che, al rifiuto o all’impossibilità di ricevere soldi, si scaglia contro i suoi familiari od oggetti della casa, distruggendoli.
Ovviamente i riscontri fatti e le attività svolte dall’Arma hanno costruito un quadro indiziario grave che ha portato all’arresto della ragazza, la quale, in quanto minore, non è stata tradotta in carcere, bensì accompagnata in una struttura idonea al recupero dove, lontano da casa e dagli affetti, avrà modo di riflettere su quanto commesso in questi lunghi mesi di angherie.

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