MANDURIA – Piero Pizzi, c'è una vita oltre la sclerosi laterale amiotrofica - 15/04/2017 - Manduria - Attualità


15/04/2017 09:04:54 - Manduria - Attualità

MANDURIA – Piero Pizzi, c'è una vita oltre la sclerosi laterale amiotrofica






L’appello della moglie: «Serve un furgone». Ieri da Taranto il contatto della Asl. Forse si profila una soluzione

C’è una vita oltre la sclerosi laterale amiotrofica
Nonostante la malattia altamente invalidante, che da circa quattro anni lo costringe a passare gran parte delle proprie giornate nel letto e a respirare attraverso la ventilazione meccanica, Piero Pizzi. 54 anni, è tenacemente innamorato della vita.
Con l’ausilio informatico del “comunicatore oculare”, riesce ad interagire con il mondo esterno: scrive e comunica con gli amici che lo vanno a trovare a casa e, attraverso un proprio profilo facebook, anche con i suoi tantissimi amici “virtuali”. Lui, tifosissimo del Taranto (ha ricevuto nella propria abitazione, un po’ di tempo fa, la visita dell’ex allenatore della squadra jonica, Fabio Prosperi), si aggiorna sui risultati della squadra rossoblu.
«Vedrai che si salverà» è l’auspicio che comunica al cronista attraverso gli strumenti della tecnologia, che riesce a dar voce ai pensieri di chi è costretto dalla malattia a tacerli. Piero, lucidissimo e dalla memoria di ferro, non ha la possibilità di comunicare con “parole e gesti”, ma continua ad essere vivo, ad amare, ad esprimere le proprie emozioni in silenzio, attraverso uno sguardo, a chi, ricambiando l’amore, continua a stargli accanto.
Ma da oltre quattro anni, Piero, e con lui la moglie Rosanna, vive recluso nella propria abitazione.
«Servirebbe un furgone per il trasporto dei diversamente abili attrezzato con una pedana sollevatrice» fa presente la signora Rosanna. «Piero ha gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini, compreso quello di potersi integrare nella vita sociale. Invece, da anni, questo diritto gli è negato».
Rosanna ha più volte esplicitato questa esigenza agli enti pubblici e alle istituzioni preposte.
«E’ evidente non è semplice neppure per gli enti pubblici riuscire ad ottenerne, in un qualche modo, uno» prende atto, con rammarico, la moglie di Piero Pizzi. «Il tempo però trascorre e noi non possiamo più attendere».
Delusa e stanca per la lunga attesa, Rosanna lancia un appello.
«Attraverso la rete, ho trovato un furgone usato in vendita: è in ottime condizioni e possiede tutti gli ausili necessari per il trasporto dei diversamente abili. Ho contattato il venditore. Il costo è contenuto: solo 7mila e 500 euro.
Mi rivolgo, allora, agli imprenditori della nostra provincia, alle tante cantine di Manduria, agli istituti bancari (nella nostra città ve ne sono tanti), parrocchie e a tutte le persone sensibili: con un piccolo contributo da parte di tutti, si potrebbe consentire a Piero di non vivere recluso la sua vita. E’ Pasqua, mi aspetto un gesto di generosità».
La somma da raggiungere è tutto sommato modesta. Serve una risposta pronta e concreta da parte di tutta la città (e magari anche da parte di qualche operatore della provincia), che in passato ha già dimostrato di avere un cuore che pulsa, rispondendo con grande slancio agli appelli.
Chi volesse contribuire, può rivolgersi direttamente alla famiglia Pizzi oppure effettuare un versamento a questo codice IBAN di Poste Pay Evolution: It26H0760105138270632270635.









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