17/07/2017 07:54:43 - Salento - Cronaca

CEGLIE – Un banale diverbio alla base di un omicidio






In carcere un 42enne di Ceglie Messapica

Litiga con il vicino e gli spara con il fucile. Arrivano i carabinieri e tenta la fuga. Raggiunto e bloccato dai militari dell’Arma, Pietro Gatti, cegliese di 42 anni, è finito in carcere. E’ accusato di minaccia aggravata e detenzione di arma clandestina. Ad arrestare il 42enne sono stati i carabinieri della stazione di Ostuni in collaborazione con i loro colleghi forestali della stazione della città bianca.

Quando al 112, il numero di pronto intervento dell’Arma, è arrivata la segnalazione di detonazioni in contrada Sessana grande, sulla direttrice Ostuni-Ceglie Messapica, in agro della città bianca, chi ha telefonato ha fatto riferimento alla presenza in zona di un bracconiere. Invece, a sparare non era stato un cacciatore di frodo, ma un residente nella zona, che aveva appena avuto un diverbio con un suo vicino di casa, e non aveva sparato contro un animale ma contro un essere umano. La segnalazione è stata girata dalla centrale operativa ai carabinieri forestali e ai militari dell’Arma della stazione di Ostuni. I primi ad arrivare in contrada Sessana sono stati i forestali. Subito dopo i carabinieri. Gatti è stato subito individuato e i militari dell’Arma, nel frattempo sono arrivati anche i carabinieri, si sono lanciati al suo inseguimento del fuggitivo. L’uomo non aveva con se il fucile con cui poco prima aveva sparato al suo vicino di casa – un 60enne ostunese – per fortuna senza ferirlo. I carabinieri hanno accertato che il 42enne, che è già noto alle forze dell’ordine, aveva sparato da una quindicina di metri di distanza dall’obiettivo.

Fermato il fuciliere, i militari dell’Arma si sono messi a perlustrare il tragitto percorso dal 42enne per allontanarsi dal luogo in cui aveva sparato per trovare il fucile usato dall’uomo per sparare al suo vicino. La tenacia dei carabinieri, di quelli in divisa nera e dei forestali, è stata premiata: l’arma è stata rinvenuta all’interno di un fosso. Si tratta di un fucile calibro 12 a cui era stata parzialmente alterata la matricola. Di fatto, si tratta di un’arma clandestina. La successiva perquisizione eseguita a casa del 42enne cegliese ha portato al rinvenimento (e al sequestro) di altre cartucce calibro 12, quelle esplose contro il 60enne ostunese.









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