10/10/2017 08:22:02 - Salento - Cronaca

BRINDISI - La Guardia di Finanza recupera 34 beni e opere sacre pronte a essere immesse sul mercato nero dell'arte e dell'antiquariato






Denunciato un 37enne

 

Il Comando Provinciale di Brindisi, nei giorni scorsi, ha coordinato un piano di controllo economico del territorio finalizzato a contrastare, principalmente, i traffici illeciti impiegando diverse pattuglie su tutta la provincia.

In tale contesto, i finanzieri della Compagnia di Fasano, hanno recuperato 34 beni ed opere liturgiche, già pronte per essere immesse sul mercato “nero” dell’arte e dell’antiquariato.

In particolare le Fiamme Gialle notavano un’autovettura che, ad alta velocità, percorreva la S.S.172 dei trulli, in direzione Brindisi.

Insospettiti, i militari procedevano all’inseguimento del veicolo riuscendo ad intercettarlo all’altezza della zona industriale di Fasano; il successivo controllo dell’auto permetteva di rinvenire all’interno del bagagliaio, accuratamente celate, tele ed oggetti sacri dei quali il soggetto fermato non riusciva a dimostrare la legittima provenienza.

I successivi approfondimenti svolti dai finanzieri, anche con la collaborazione di funzionario Storico dell’Arte e di un restauratore presso la Soprintendenza di Bari, hanno permesso di risalire all’epoca dei beni recuperati (perlopiù del 1700) e di collegare una parte dei beni ad un furto denunciato nel 2014 ai danni della chiesetta rupestre di San Giuseppe, sita nell’agro del Comune di Noci, riconosciuta di interesse storico artistico da parte dell’Ufficio centrale per i beni archeologici, architettonici, artisti e storici dell’allora Ministero dei Beni culturali e ambientali.

Tra i beni ritrovati e sottoposti a sequestro, meritevoli di interesse storico-artistico figurano tra gli altri:

- un dipinto ad olio su tela di fine ‘700 raffigurante la “Sacra Famiglia”;

- un messale romano edito a Napoli nel 1773 contenente pregiate incisioni;

- un calice in rame dorato ed argento del 1707 con copricalici in stoffa e carta di fine ‘800;

Alcuni di questi beni, saranno presto restituiti ai legittimi proprietari, che li hanno già riconosciuti.

Per i restanti, invece, sono in corso gli approfondimenti investigativi da parte del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Bari, competenti nello specifico settore, mentre proseguono gli approfondimenti delle Fiamme Gialle in ordine ad eventuali possibili profili di riciclaggio.

Il responsabile, Z.F. di anni 37, è stato denunciato, a piede libero, all’Autorità Giudiziaria per ricettazione.











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