20/10/2017 07:02:10 - Maruggio - Attualità

CAMPOMARINO – Sono 38 le tartarughe marine della specie "Caretta caretta" nate dal nido di Campomarino






Complessivamente, le uova schiuse sono state 44, ma purtroppo 6 piccoli sono stati ritrovati morti all’interno del nido

 

Sono 38 le tartarughe marine della specie “Caretta caretta” nate dal nido di Campomarino. Complessivamente, le uova schiuse sono state 44, ma purtroppo 6 piccoli sono stati ritrovati morti all’interno del nido.

E’ il consuntivo definitivo del “miracolo della vita” che si è verificato lungo l’arenile di Campomarino, grazie all’impegno dei biologi e volontari del WWF Policoro e Taranto e dell’associazione Greenrope.

«Dopo oltre due mesi di monitoraggio del sito di nidificazione di “Caretta caretta” ritrovato in località Campomarino di Maruggio, si può ritenere certamente positiva la conclusione di tale esperienza» è il commento alla straordinaria esperienza degli operatori del Centro Recupero Tartarughe Marine dell’Oasi WWF di Policoro. «Il 52% di schiusa in un nido soggetto a mareggiata e traslocato in sito ben due volte è certamente un risultato ottimo e incoraggiante per la conservazione di una specie vulnerabile come Caretta.

Delle 99 uova originariamente rinvenute il 13 agosto al lido “Paradise Beach”, a seguito della mareggiata che ne aveva evidenziato la presenza, solo 86 vennero ricollocate nella spiaggia antistante il lido dei Cavalieri.

Successivamente, a seguito di una nuova mareggiata di fine stagione, le uova vennero riposizionate nel tratto di spiaggia protetta dalla struttura portuale di Campomarino.

Nonostante le poche aspettative legate alla stagione non più ottimale e alle peripezie delle due traslocazioni, il miracolo della natura non si è fatto attendere: il 9 ottobre, alle 5.30, le prime piccole tartarughine si sono presentate al mondo e pronte alla conquista del mare» ricordano i ricercatori del centro di Policoro.

Le stesse temperature, ormai non più estive, non hanno favorito l’emersione delle piccole, pertanto i ricercatori del centro WWF, responsabili del progetto “Golfo di Taranto”, si sono adoperati affinché il percorso fosse meno arduo.

«Con il prezioso aiuto della Lega Navale di Maruggio e del suo presidente, le piccole tartarughe marine, percorso il corridoio approntato per facilitarne il possibile imprinting con il luogo di schiusa, con tutte le cautele del caso, venivano immediatamente liberate in mare aperto e in acque temperate, al sicuro da reti da posta e predatori come i pesci Serra.

Le altre uova, al “digging” (operazione di apertura e verifica della camera di deposizione) hanno confermato la presenza di muffe e la conseguente non ovulazione, compromettendo la naturale crescita delle uova e la morte degli embrioni.

Nonostante le diverse peripezie, al contrario dell’ultima deposizione lungo le spiagge di Maruggio, la deposizione 2017 segna senza dubbio un risultato positivo, confermando ulteriormente il litorale di Campomarino di Maruggio, importante luogo di deposizione in area salentina».









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