giovedý 07 dicembre 2023

30/11/2008 09:42:44 - Maruggio - Cultura

 

Alle minacce e alle provocazioni Maruggio risponde
con una “rivoluzione” culturale; si inaugura il Futurismo
 
Alle minacce e alla violenza Maruggio risponde con una RIVOLUZIONE CULTURALE promuovendo, per il prossimo 11 dicembre, una importante manifestazione sul FUTURISMO, anticipando così il Centenario del Manifesto di Filippo Tommaso Martinetti pubblicato su “Le Figaro” del 20 febbraio del 1909. Perché proprio Maruggio?
L’iniziativa era già in programma da qualche mese ma noi siamo convinti che ad ogni atto di violenza e ad ogni provocazione si risponde con un gesto di cultura che significa partecipazione e dialettica e proprio la cultura apre prospettive e alleggerisce le pressioni di una violenza che ha caratterizzato la comunità in queste ultime settimane. Poi perché Maruggio è la via tratteggiata che ha sempre accompagnato il legame tra le culture del SALENTO e quelle direttamente della MAGNA GRECIA. Quindi Maruggio non poteva non rientrare nei modelli di ricerca che ha sviluppato un Secolo qual è stato il Novecento. E poi ancora perché il FUTURISMO pugliese trova una chiave di lettura proprio nell’intreccio tra salentinità e ionicità.
Cosa succederà il prossimo 11 dicembre alla Biblioteca Templare della Commenda Magistrale di Maruggio? Ci sarà una Mostra Futurista dell’ultimo artista “realmente” Futurista. Mi riferisco a Francesco Grisi, intellettuale, scrittore e artista che al Futurismo ha dedicato non solo scritti teorici ma un importante percorso di ricerca artistica. I suoi lavori di pittura e i suoi colori oltre alla sua forma – non forma hanno contribuito a continuare la rivoluzione culturale innescata dal Futurismo. Tanto che la Mostra che sarà inaugurata dal Sindaco, dal Vice Sindaco e da chi scrive, con la presenza di studiosi e storici come Gerardo Picardo, Tullio Masneri, Marilena Cavallo, Antonio Filomena, Pio Rasulo, Neria De Giovanni, avrà come titolo: “L’ULTIMO FUTURISTA: FRANCESCO GRISI. VERSO IL CENTENARIO DEL MANIFESTO FUTURISTA E VERSO IL DECENNALE DELLA MORTE DELL’ARTISTA”. Andrà avanti sino al 20 febbraio 2009. Una data importante perché segna la pubblicazione del primo Manifesto Futurista dopo cento anni.
Da Maruggio la Mostra si trasferirà addirittura a Strasburgo, all’Istituto Italiano di Cultura dove ci sarà una imponente manifestazione dedicata alle Regioni del Futurismo ed è stata presa in considerazione proprio il progetto – proposta che inizia il suo viaggio nella comunità del Premio alla Cultura del Mediterraneo.
Ecco, allora, una dimostrazione di come si risponde alle provocazioni e mi auguro che questa iniziativa possa vedere insieme maggioranza e minoranza politica, ovvero Giunta e Opposizione, su un argomento che ha come espressione comunitaria il dibattito culturale.
Un dato importante è che Maruggio anticipa vistosamente le iniziative che si terranno a livello nazionale e anticipa anche le manifestazioni che avranno luogo nella vicina Lecce. Questo significa che produrre e promuove cultura avvia un “procedimento” che è quello dell’incontro, dell’apertura di dialogo, del confronto, della dialettica ed essendo, il 2009, ormai nell’Anno del Futurismo la storia va riconsiderata e riletta. Non si tratta di una visione soltanto di parte ma il dato culturale sul Futurismo è stato voluto, a livello nazionale, sia della sinistra prima che del centrodestra dopo.
Ciò significa che al di là delle fazioni è necessario “parlarsi” sui temi della cultura per non smettere di comprendersi su quelli della politica. E che si parta da Maruggio è un segno importante che punta, proprio in una temperie come quella che si sta vivendo, di stemperare gli animi e di puntare ad un unico obiettivo che è quello della sicurezza di una comunità. Ma ciò dimostra una altra cosa significativa.
La cultura non si ferma davanti a nessun atto di intolleranza ed è proprio in momenti come quelli che si sono vissuti che occorre intensificare le attività di una cultura che sappia guardare sempre in prospettiva perché si è convinti che dietro ogni atto di cultura deve esserci una progettualità e un investimento.
L’investimento significa anche o soprattutto, in questi casi, immagine. Salvaguardiamo l’immagine con la cultura che si fa rivoluzione. E la rivoluzione è un atto di intelligenza e di amore per la propria comunità. Come in questo caso: Maruggio avrà un ruolo importante nel contesto delle iniziative nazionali perché è un paese che dedica, tra l’altro, una strada a Filippo Tommaso Martinetti e rilegge la storia grazie ai processi culturali che hanno dato vita al Novecento Italiano.
Intorno a questo tema è necessario che anche gli altri Comuni avvertano la necessità di partecipare perché in ogni realtà locale ci sono gli elementi per definire un raccordo tra la microstoria e la macrostoria.
Ciò che lega questi tasselli è, senza alcun dubbio, il mosaico della cultura. Ad oltranza, per far fronte a qualsiasi tipo di violenza si adotti il sistema della progettazione culturale. Solo così il vuoto del cinismo potrà essere colmato dalle intelligenze critiche del sapere.
Maruggio ha ben compreso tutto ciò e la sua risposta è quella dell’intensificare la “piazza” con la cultura della ragione e con il confronto sulle problematiche, che pur nella viva dialettica, fanno certamente crescere. Resteremo in prima fila in questa battaglia di civiltà e di amore.
 
 
 
PIERFRANCO BRUNI








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