giovedý 07 dicembre 2023

15/08/2009 07:32:57 - Maruggio - Cultura

Si intitola “Parlava la lingua dell’orto”

 
Il Comune di Maruggio, nell’ambito del Programma Estivo 2009 ha organizzato la presentazione del libro “Parlava la lingua dell'orto”, scritto da Emilio Marsella, natio di Maruggio. La manifestazione si terrà nel giardino della biblioteca comunale di Maruggio lunedì 17 agosto, alle ore 21.
Interverranno, oltre all'autore, il prof. Francesco LENOCI, docente dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e vicepresidente dell’associazione Regionale Pugliesi-Milano, il sindaco di Maruggio, dott. Alberto Chimienti e l’assessore alla Cultura, geom. Giovanni Quaranta.
L’evento sarà presentato dalla dott.ssa Anna Rita Chiego.
Gli interventi saranno allietati musicalmente dal maestro Angelo Quaranta.
Al termine dell’evento culturale la Pro Loco di Maruggio farà degustare ai presenti alcune specialità locali.
«A me sembra di dipingere e narrare sentimenti» afferma Emilio Marsella parlando della propria opera..«Se dopo aver dipinto rifletto sul risultato del mio lavoro, mi accorgo che ho soltanto cercato. E cercato anche di capire se realmente ciò che ho espresso corrisponda al mio pensiero, o se mi sia almeno avvicinato un po'. Spesso, sconfortato, concludo che manchi sempre qualcosa. L'insoddisfazione del mio stesso risultato subito mi avverte.
Nel mio lavoro, cerco di raffigurare il sentimento di attaccamento alla mia terra. E così mi viene di considerare che non si tratta di un sentimento soltanto mio. Me lo immagino, invece, collettivo. Sono sicuro di cercare il sentire comune a tutte le generazioni. Particolarmente a tutti coloro che, nati nel mio stesso luogo, hanno gioito o si sono immalinconiti allo stesso mio modo. Così, mi accorgo di non cercare soltanto me stesso: anche le mie radici. Per meglio individuarmi.
Nella comune intimità, poi, scopro la liricità corale di un soffio collettivo che può scaturire, quale verità sociale universale , anche in un luogo circoscritto. Nel paese natio. Grande, piccolo o isolato che sia.
Luogo che la quotidianità fa apparire erroneamente insignificante, per incurante disattenzione abituale.
Quando invece produce e, a me, rivela la sua appartenenza cosmica, che mi avverte di quanto gli uomini, tutti, siamo partecipi dell'universo. Così mi convinco che l'Arte aiuta a spiegare meglio la Storia e il Senso della Vita. E che infine aiuta anche a confortare».








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