mercoledì 18 maggio 2022

10/12/2014 20:00:16 - Manduria - Attualità

Non è più possibile consentire che i tanti cimeli donati dalle famiglie dei veterani debbano restare custoditi nel chiuso di un’abitazione privata

Manca un solo anello per completare il progetto che partì negli anni ’90, quando, ovvero, un nutrito gruppo di piloti veterani del 450° Bomb Group visitò, per la prima volta, Manduria in forma ufficiale, con le famiglie al seguito: l’allestimento del Museo dei cimeli della Seconda Guerra Mondiale.
La maggior parte di questi cimeli (divise, armi, paracaduti e tanti altri oggetti che “parlano” della Grande Guerra in generale e, più in particolare, della presenza delle forze americane nella città messapica) furono donati proprio dai veterani del 450° Bomb Group, con i quali, da quell’occasione, si è creato un feeling molto stretto, che unisce un folto gruppo di operatori culturali manduriani agli ex militari a “stelle e strisce” (ormai pochi) ancora vita e ai loro figli. Feeling che è stato cementato anche con la creazione della pagina facebook “Cottontails Park”, creata da Simona Perrone, una intraprendente ragazza laureata in lingue, che rappresenta un punto di frequente contatto.
Tutti quei cimeli, che costituiscono un patrimonio culturale e storico di enorme valore, sono rimasti per anni custoditi a casa di un operatore culturale manduriano, uno dei primi che avviò il legale con i piloti reduci della Grande Guerra, per motivi non ben chiariti.
Crediamo che, con un pizzico di buona volontà, questi problemi possano essere accantonati. Si dia vita al museo, nel rispetto della volontà di tanti piloti statunitensi che hanno rischiato la vita per la democrazia e la libertà in Europa.







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