venerdì 27 gennaio 2023

03/01/2015 19:39:56 - Sava - Politica

La critica di Ivano Decataldo rivolta all’Amministrazione

Un’altra valanga di avvisi di accertamento relativi alla Tarsu e all’Ici del 2009 e del 2010 è arrivata, nei giorni scorsi, ai contribuenti savesi. Contribuenti che, quindi, sono costretti a interminabili file negli uffici del concessionario della riscossione dei tributi per il Comune di Sava per dimostrare, in tanti casi, di aver già versato le somme ora nuovamente richieste.
«Gli avvisi di accertamento contengono, anche quest’anno, una valanga di errori» è l’accusa di Ivano Decataldo, consigliere comunale di “Sava in Movimento”. «Proprio come era già successo lo scorso anno, quando, pur avendo previsto in Bilancio un “rastrellamento” di circa un milione di euro attraverso gli avvisi di accertamento dei due tributi (giusto per garantire la stabilità dello strumento finanziario), l’operazione produsse solo 260mila euro circa di accertamenti reali non annullati e quindi, per adesso, esigibili. Insomma, la previsione di entrata si era rivelata errata per il 75%.
Non contenta, l’Amministrazione ci riprova quest’anno: sono stati inviati circa 7.000 accertamenti per la Tarsu riferita al 2009 e al 2010 e all’Ici del 2009. Ha previsto, forse per far quadrare il Bilancio, entrate da accertamenti per oltre un milione e 100 mila euro per il 2014 (accertamenti che sono arrivati nei giorni scorsi), un milione e 200 mila euro per il 2015 e 1 milione e 250 mila euro per il 2016».
Ivano Decataldo stigmatizza modi e tempi dell’operazione.
«Avevamo già fatto notare che i madornali errori compiuti l’anno precedente non erano concepibili: inviare così tanti accertamenti negli ultimi 10 giorni dell’anno (alla scadenza del 5° anno e quindi in extremis prima della prescrizione), in un momento di particolare crisi e difficoltà per molte famiglie e imprese, non sarebbe stata una politica contro l’evasione e l’elusione fiscale, come sostenuto dal sindaco Iaia, bensì una campagna vessatoria, con un pizzico di ingiustizia ai danni dei contribuenti che, pur avendo pagato, pur avendo già dimostrato, pur essendo esentati per varie ragioni, saranno costretti a fare interminabili file per chiedere spiegazioni e annullamenti» prosegue Decataldo. «Eppure in Consiglio e negli uffici, avevamo ricevuto rassicurazioni sugli invii, che sarebbero stati spalmati da ottobre a dicembre, oltre alla assoluta correttezza delle cartelle.
Certo, qualche errore ci potrebbe stare, è fisiologico. Ma come è possibile che risultano richieste per metri quadrati in più inesistenti, pagamenti di tasse già regolarizzate con Soget (vecchio gestore riscossione), pagamenti su strutture inutilizzate senza servizi luce e acqua e tanti, tantissimi altri errori?».






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