06/04/2018 08:51:38 - Sava - Politica

Ecco la nota del consigliere provinciale

 

A seguito della costituzione della sezione U.D.C. nel Comune di Sava, avvenuta il giorno 15 gennaio scorso, alla presenza della segreteria provinciale, il consigliere comunale Daniele Scardino, in occasione della seduta dell’ultimo Consiglio Comunale di Sava, ha aderito a questo partito e costituito il gruppo consiliare U.D.C. in seno all’assise cittadina.

Nei prossimi giorni, alla presenza del segretario provinciale on. Giuseppe Tarantino, Giovanna Cavallo e Salvatore Ruggeri assessore regionale al Welfar, sarà indetta una conferenza stampa di presentazione.

Questa una nota del consigliere Daniele Scardino.

«Con la presente dichiarazione manifesto e rendo nota la mia posizione a seguito della recente evoluzione politico-amministrativa.

Spinto da ragioni di trasparenza, in primis nei confronti dei miei elettori ed a seguire verso tutta la cittadinanza, mi è doveroso illustrare in maniera dettagliata le motivazioni che mi hanno portato ad effettuare questa comunicazione.

Innanzitutto, premetto che il mio entusiasmo all’apertura delle campagna elettorale per le amministrative del 2017 era sorretto sia da motivazioni di carattere soggettive costituite da un’importante occasione di crescita a livello personale, sia da ragioni di interesse collettivo, attraverso la proposizione delle mie idee all’interno di un partito strutturato come è il Partito Democratico.

Sospinto dall’impulso prorompente auspicato da una coalizione trasversale, mi sono rimesso in gioco ancora una volta per il mio paese, contribuendo con il mio sostanzioso e determinante contributo, attraverso la fiducia dei miei elettori, a far ottenere al Partito Democratico un risultato elettorale importante.

A distanza di pochi mesi dalle elezioni amministrative il partito si apprestava a celebrare il congresso provinciale e cittadino.

Sin dal primo momento, facendo un passo indietro, mi sono battuto per l’unità del partito e tutti insieme  fare sintesi politica, provare a trovare un percorso unico nell’individuare una persona superpartes, già individuata, che potesse estirpare le diatribe interne venutesi a creare all’interno dello stesso.

Tutto questo non è avvenuto, le divisioni sono diventate astio, presunzione e manie di onnipotenza da parte di chi aveva il dovere morale di fare un passo indietro e rimettere il proprio mandato.

Alla luce di tutto questo ritengo che il mio impegno nel ricercare il senso di unità ed inclusione all’interno del partito sia stato il massimo, e ne sono fiero, anche per aver compiuto un passo indietro su questioni personali ma facendone due in avanti per il bene collettivo.

Purtroppo, a seguito della più assoluta indifferenza da parte dei vertici del partito, hanno deciso di celebrare ugualmente il congresso pur sapendo che le divisioni interne e la non partecipazione di molti iscritti avrebbe determinato una definitiva  e insanabile spaccatura nello stesso partito».



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