29/01/2008 09:12:13 - Salento - Attualità

La causa delle morti delle tartarughe dovrebbe essere proprio la plastica, scambiata per meduse o calamari

 

È lo scempio che in tanti hanno provato ad arginare ieri mattina ritrovandosi alla Torre di Punta Penne per ripulire il tratto di costa attorno al tratto di scogliera compreso nel parco comunale di Punta del Serrone. Appuntamento alle 9 quello dato dalle associazioni WWF Brindisi, No al Carbone, Fare Verde, Gli amici di Snoopy a cui hanno aderito tanti volontari, famiglie e bambini, oltre che cinque consiglieri comunali di diversi schieramenti di Brindisi ed uno di Francavilla Fontana per un totale di sessanta partecipanti registrati ed altri. Una lotta impari quella a cui, nonostante il grande impegno e la generosità, i volontari si sono prestati, prendendo amaramente atto dello scempio che si consuma quotidianamente a causa della scelleratezza umana. Il nemico numero uno resta la plastica in tutte le forme: dai sacchetti alle bottiglie, dalle cassette al polistirolo alle reti, fino alle buste che sono il killer numero uno delle tartarughe marine. Solo ieri mattina sono state tre le carcasse ritrovate dai volontari: «La frequenza di questi rinvenimenti - ha spiegato Alessandro Barba - è sempre maggiore. La plastica in mare è una delle cause principali della strage di Caretta caretta. Le tartarughe scambiano le buste per meduse di cui sono ghiotte e finiscono per morire soffocate».

La plastica pur essendo l’inquinante più diffuso non era il solo purtroppo: «Abbiamo trovato anche - precisa Giovanni Ricupero referente del WWF - tante scarpe, giocattoli, sedie e persino una caffettiera. Purtroppo c’erano anche tre tartarughe marine morte e 5 siringhe. Possiamo dire che il 99% dei rifiuti trovati arrivano dal mare». Tra i rifiuti più pericolosi sono stati individuati anche dei frammenti di eternit, la cui presenza è stata tempestivamente segnalata dalla consigliera comunale Anna Lucia Portolano (Brindisi Bene Comune) al dirigente e all’assessore all’Ambiente del Comune di Brindisi. Tra i volontari anche diversi cittadini stranieri tra cui Eden, una ragazza etiope che si è unita al gruppo assieme a Livia Dell’Anna (consigliera comunale di Ora tocca a Noi).

Complessivamente, nell’arco di circa 3 ore e mezzo sono stati raccolti 228 sacchi grandi di rifiuti. «La mole di rifiuti è tale - conclude Ricupero - che su richiesta degli stessi presenti abbiamo convenuto di ripetere l’evento nelle prossime settimane, per cercare di completare il lavoro».





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