29/01/2019 09:22:47 - Avetrana - Attualità

Un comunicato di un gruppo di cittadini che ha avanzato tale proposta: «Dobbiamo pensare che la scelta non sia stata dettata dai valori dell’accoglienza e dell’integrazione?»

 

«Ieri, 28 gennaio, si è riunito il Consiglio comunale di Avetrana, convocato alle ore 12. All’ordine del giorno, al secondo punto, il seguente argomento: “Impatto sui territori del Decreto Legge 4 ottobre 2018,n°113 in materia di immigrazione e sicurezza”, richiesto dai consiglieri di minoranza, su sollecitazione di un folto gruppo di cittadini, associazioni e partiti politici.

Rileviamo con rammarico che la scelta di convocare il Consiglio comunale alle ore 12 non ha consentito la partecipazione della cittadinanza, in particolare dei firmatari.

Forse il presidente del Consiglio comunale ha sottovalutato che la proposta partiva da un gruppo di cittadini che avrebbe avuto il DIRITTO di essere presente o è stata una scelta voluta?

Questa Amministrazione ha proprio deciso di tenere all’oscuro la cittadinanza delle scelte che vengono prese in Consiglio comunale?

Non sarebbe il caso di riattivare le dirette dei consigli comunali con  RTM per permettere a tutti, anche a chi non utilizza la rete, di seguire le discussioni che riguardano la vita della comunità?

L’odg chiedeva di aprirsi al confronto con altri sindaci per una revisione del decreto Salvini in materia di immigrazione, coerente con la COSTITUZIONE, con le LEGGI e con la DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO, così come da mesi stanno facendo altre Amministrazioni nelle varie parti d’Italia.

La maggioranza ha respinto quanto richiesto nell’odg, che ha ottenuto solo i voti dell’opposizione, come se ti trattasse di una questione prettamente politica e non invece di carattere sociale e umanitaria che dovrebbe vedere impegnato in prima linea il Comune di Avetrana che ha scelto di ospitare uno SPRAR.

Dobbiamo pensare che la scelta non sia stata dettata dai valori dell’accoglienza e dell’integrazione?

Il Comune di Avetrana, con questo voto, ha deciso di non far parte della rete dei Comuni Solidali che in varie parti d’Italia, ma anche nella nostra provincia, si stanno mobilitando per depotenziare legalmente gli effetti peggiori del decreto Sicurezza che tende a ridimensionare proprio il sistema di accoglienza SPRAR, contrariamente a quanto continuano a sostenere i nostri amministratori che non hanno il coraggio di assumersi la responsabilità di scelte coerenti».

 

 

Anna Saracino

Milvia Renna

Tommaso Nigro

Pierfrancesco Galati

M. Concetta Saracino

 



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