16/02/2019 09:06:47 - Salento - Attualità

Gli storni mangiano le poche olive rimaste, danneggiando le piazzole e gli ortaggi in pieno campo

 “Sta crescendo l’esasperazione in campagna e la tensione sale per gli stormi di storni che da novembre stanno scorrazzando tra le province di Bari e Brindisi, mangiando le poche olive rimaste, danneggiando le piazzole e gli ortaggi in pieno campo. Serve immediatamente la legge sui danni da fauna selvatica che è stata impugnata dal Governo su due elementi che sono stati già affrontati nelle Commissioni congiunte IV e II. Cosa deve accadere perché torni in Consiglio regionale”, chiede il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Particolarmente colpito dagli storni il settore olivicolo nelle province di Bari e Brindisi ed il danno – denuncia Coldiretti Puglia - si attesta tra il 30 ed oltre il 60% a carico degli olivi coltivati soprattutto nelle zone a ridosso del mare, da un lato sull’Adriatico dall’altro sullo Jonio, con epicentro a Monopoli, Fasano, Pezze di Greco, Polignano, dove gli agricoltori non hanno strumenti per arginare la presenza eccessiva e in progressivo aumento degli storni

“I nostri olivicoltori non ce la fanno più, sono allo stremo. Si sta sottovalutando un problema che alcune aree è veramente grave e ingestibile. Oltre al danno diretto, non vanno sottovalutati i danni indiretti. Gli storni distruggono le piazzole adibite alla raccolta delle olive – aggiunge il presidente di Coldiretti Brindisi, Filippo De Miccolis - e gli olivicoltori sono costretti a contrastare una calamità senza averne gli strumenti, condannati, quasi, a riprogrammare la propria attività agraria per scongiurare la distruzione della produzione. Tra l’altro, non è soltanto l’olivicoltura a risultare colpita, dato che il passaggio degli stormi di storni lascia sugli ortaggi quantitativi di escrementi tali da rendere impresentabile il prodotto sul mercato. Gli storni che sono diventati ormai stanziali trovano ristoro notturno nelle aree protette, come Torre Guaceto, per riprendere le scorribande alimentari diurne, dato che il caldo anomalo degli ultimi anni ha fatto convertire la specie protetta da migratoria a stanziale”.

La legge regionale prevede indennizzi per i danni causati dalla fauna selvatica, l'utilizzo di tutte le strategie venatorie ammesse dalla legge – spiega Coldiretti Puglia - per una presenza della specie compatibile con le esigenze ambientali, sociali ed economiche del contesto territoriale, con particolare riferimento alla salvaguardia delle colture agricole e forestali, prevenire i danni, riducendoli progressivamente attraverso la fissazione di soglie massime di danno realistiche, garantire la pubblica incolumità, sia per chi pratica tali forme di caccia che per chi frequenta gli ambienti rurali, mediante la formazione dei soggetti abilitati al prelievo, effettuare le misurazioni biometriche sui capi abbattuti, anche al fine di valutare ogni anno il potenziale riproduttivo della popolazione locale.



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