05/04/2019 17:08:36 - Salento - Attualità

Le due regioni messe insieme hanno centinaia di metri cubi di materiali radiotossici in più

 

Puglia e Basilicata messe assieme, pur non avendo mai avuto una centrale nucleare sul proprio territorio, hanno centinaia di metri cubi di materiali radiotossici in più di quanti se ne trovino in Campania e in Emilia Romagna dove pure sono, rispettivamente, la centrale di Sessa Aurunca, nel Casertano, e quella di Caorso, vicino Piacenza. Per non parlare dell’ammontare delle radiazioni, campo in cui la Basilicata batte il Lazio. Ad affermarlo, dopo molti decenni di attività atomiche (dichiarate e “sotterranee”) durante i quali sono “volati” numeri in libertà circa il patrimonio radiotossico italiano è l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin), che ora pubblica un «Inventario nazionale dei rifiuti radioattivi».

Ed è una buonissima notizia giacché è la prima volta che il nostro Paese può contare su un dossier prodotto da un ente statutariamente terzo rispetto alle agli attori atomici italiani. L’Isin, infatti, è diventato operativo soltanto il primo agosto del 2018. Fino ad allora, nonostante l’ovvietà di avere un controllore dichiaratamente indipendente e nonostante le richieste in tal senso di Euratom e Iaea (l’Agenzia internazionale per l’energia atomica), gli italiani non avevano nemmeno potuto godere di questo genere di presidio scientifico-democratico.



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