11/04/2019 17:25:16 - Provincia di Taranto - Cronaca

Sono 17 uomini e 6 donne dipendenti civili accusati di truffa aggravata ai danni di ente pubblico

 

Un avviso di conclusione delle indagini preliminari, con l’ipotesi di reato di truffa aggravata ai danni di ente pubblico, è stato notificato dal procuratore aggiunto di Taranto, Maurizio Carbone, a 23 dipendenti civili del Ministero della Difesa (in servizio presso enti della Marina militare). Secondo l’accusa, gli indagati si allontanavano dal posto di lavoro per andare a fare la spesa o sbrigare altre faccende, senza timbrare il cartellino marcatempo e risultando regolarmente al proprio posto.

In 21, a quanto si è appreso, sono in servizio alla caserma «Mezzacapo» di via Principe Amedeo e altri due presso la direzione amministrativa della Marina militare con sede in via Acton. Nello specifico, il provvedimento riguarda 17 uomini e 6 donne. Gli indagati sono stati pedinati e video-ripresi dalla Guardia di finanza, che ha poi inviato l’informativa al magistrato inquirente. Le contestazioni riguardano i primi mesi del 2017. La Marina militare, è detto in una nota del Comando Marittimo Sud, «conferma il pieno sostegno all’azione della Polizia Giudiziaria e della Magistratura nel contrasto a tali reati, che oltre ai danni arrecati all’erario, danneggiano l'immagine della Forza Armata e soprattutto di coloro che quotidianamente svolgono con onore, dignità e sacrificio il proprio dovere in servizio». Il Comandante Marittimo Sud, ammiraglio di divisorie Salvatore Vitiello, «profondamente deluso - conclude la nota - dalla vicenda, ha dichiarato come siano sempre opportuni i controlli da effettuare periodicamente».



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