10/05/2019 09:07:56 - Avetrana - Attualità

«In un periodo storico così difficile per riuscire ad intervenire sugli edifici pubblici, questa potrebbe essere una occasione concreta per ripristinare finalmente il nostro Palazzetto dello Sport, oggi tenuto in vita dalle isolate iniziative degli eroici volontari delle associazioni sportive attive nel paese»

 

«Se non si tratta soltanto di un teatrino da campagna elettorale, la candidatura della città di Taranto ad ospitare la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, in programma nel 2025, è un’occasione importantissima da costruire insieme ai territori.

I Giochi del Mediterraneo sono una manifestazione multidisciplinare simile ai Giochi Olimpici, a cui partecipano le nazioni del Mar Mediterraneo e si svolgono dal 1951 ogni 4 anni. L’ultima edizione si è tenuta nel 2018 a Tarragona, in Spagna e la successiva, del 2021, si terrà in Algeria, ad Orano. Alle più recenti hanno partecipato oltre venti nazioni, con numeri di atleti in crescendo, sino ai 4500 dell’ultimo appuntamento. Si tratta evidentemente di un evento in grado di generare non solo un’ immagine positiva per i territori coinvolti, ma anche creare opportunità economiche, di riqualificazione urbana e di appeal turistico e ricettivo, dall’ampio respiro internazionale e per un periodo consecutivo di diverse settimane.

Il Comitato promotore della candidatura per Taranto 2025 si è costituito pochi giorni fa, con tanti propositi e una confortante unità d’intenti. Taranto è l’unica città italiana candidata, con il pieno sostegno del Governo, del Parlamento e della Regione. L’evento richiede l’utilizzo di circa 60 impianti sportivi e a tal proposito, si è recentemente espresso il delegato provinciale del Coni Michelangelo Giusti: «Ci dobbiamo porre il problema di dove svolgere le gare. Mentre la provincia è più attrezzata, a Taranto sono noti i problemi dell’impiantistica».

Avendo avuto modo, per esperienze agonistiche personali, di girare per quasi tutti i palasport della zona, senza essere accusato di campanilismo, posso tranquillamente affermare che il Palazzetto dello Sport di Avetrana è potenzialmente uno dei migliori, dopo quelli di Taranto e quello di Martina Franca (che pure è sprovvisto di area parcheggio). Mi chiedo: perché non proporre anche Avetrana come sede di gara? In caso di assegnazione dei Giochi alla città di Taranto, ci sarà a disposizione una importante dotazione di finanziamenti per la costruzione e per la ristrutturazione degli impianti interessati. In un periodo storico così difficile per riuscire ad intervenire sugli edifici pubblici, questa potrebbe essere una occasione concreta per ripristinare finalmente il nostro Palazzetto dello Sport, oggi tenuto in vita dalle isolate iniziative degli eroici volontari delle associazioni sportive attive nel paese.

Oltre naturalmente ad un prezioso ed ulteriore sfogo per il nostro collaudato sistema ricettivo e di accoglienza. Insomma, i presupposti potrebbero esserci. Già altre città come S. Giorgio, Grottaglie, Fasano si sono proposte come sede di gara, non facciamo sfruttare questa occasione ad altre comunità, magari del barese o del leccese. Questa è una sfida che possiamo permetterci di vincere! Taranto potrà vincere questa candidatura solo rendendosi protagonista di alleanze territoriali in grado di allargare i confini della città e di valorizzare ogni peculiarità che caratterizza i diversi Comuni della Provincia. L’esperienza recente del fallimento alla candidatura di Capitale Europea della Cultura 2019 (poi andata a Matera) deve essere di lezione, questa volta. Proprio per i Giochi del Mediterraneo, svolti nel 2009 a Pescara, furono coinvolti gli interi territori di Pescara e di Chieti, con investimenti rimasti in eredità alle comunità. Quelli del 2025, dovranno essere i Giochi del Mediterraneo di TerraIonica! Se non si tratta soltanto di un teatrino da campagna elettorale, va costruito un progetto vincente, attraverso un metodo corale, non in solitudine e non per egoismi. Avetrana può essere parte di questo grande evento! Il dossier di candidatura è aperto, inseriamoci, sediamoci al tavolo!».

 

Salvatore Luigi Baldari

Presidente ass. Casa dell’Evoluzione



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