20/05/2019 09:44:37 - Manduria - Calcio

Gli episodi contestati risalgono al 2016. Ecco le accuse. La posizione del legale del Manduria, Giulio Destratis: «I fatti contestati sono del tutto privi di fondamento»

Inizia questa mattina, a Bari, il dibattimento relativo al procedimento che vede indagate diverse società e dirigenti sportivi salentini. Sul banco degli imputati anche l’allora presidente del Manduria, Giuseppe Spadavecchia, che è stato deferito con l’accusa di “illecito sportivo”, mossa dalla Procura Federale al termine di una inchiesta che fu avviata dalla Procura della Repubblica sugli affari del clan Coluccia di Galatina.

I fatti si riferiscono al torneo di Promozione del 2015-16. La Pro Italia Galatina era in corsa, insieme all’Avetrana, per la promozione diretta in Eccellenza. Secondo l’accusa, il clan Coluccia sarebbe intervenuto per “aggiustare” l’esito di alcuni incontri. Fra le intercettazioni, anche un paio di telefonate fra l’allora presidente Spadavecchia e l’omologo del Galatina Danilo Coluccia.

E’ necessaria però una premessa. Alla 25ª giornata di quel torneo, il Manduria, in piena corsa per qualificarsi ai play off, affronta e batte il Galatina per 2-1. Quindici giorni dopo, sempre al “Dimitri”, arriva l’Avetrana per un derby estremamente sentito dalle due tifoserie. Il Manduria vince ancora, questa volta per 1-0.

Ebbene, alla vigilia di questo secondo incontro, Spadavecchia promette al collega galatinese Coluccia il massimo impegno dei biancoverdi nel confronto contro l’Avetrana. Terminato l’incontro, altra telefonata fra i due. Spadavecchia fa notare come il Manduria avesse mantenuto fede a quest’impegno e, poi, invita Coluccia a “offrire una pizza” ai calciatori. Non segue nessun’altra intercettazione, né esistono altre prove che accertino ulteriori successivi contatti.

Facile rimarcare come il Manduria, se fosse stato d’accordo con i salentini, avrebbe potuto più facilmente perdere lo scontro diretto di quindici giorni prima.

«I fatti contestati all’allora presidente Spadavecchia e ad un ex tesserato mi sembrano del tutto privi di fondamento» afferma l’avv. Giulio Destratis, esperto in materia e legale del Manduria. «La ricostruzione di quanto avvenuto nella gara contro l’Avetrana appare senza una logica. Purtroppo però la responsabilità diretta e quella oggettiva potrebbero travolgere anche l’odierna società. Sono le assurdità del calcio. D’altro canto, resto ottimista: il Tribunale Federale saprà accogliere le nostre tesi difensive che mirano ad accertare l’assoluta estraneità dell’U. G. Manduria Sport nei fatto contestati. La città di Manduria e i suoi splendidi tifosi non meritano altre delusioni».



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