08/07/2019 07:54:39 - Manduria - Calcio

La Corte Federale prenderà in esame le motivazioni del club biancoverde contenute nell’atto approntato dall’avvocato Giulio Destratis

 

Sarà discusso venerdì, a Roma, il ricorso dell’U. G. Manduria Sport. La Corte Federale prenderà in esame le motivazioni del club biancoverde contenute nell’atto approntato dall’avvocato Giulio Destratis, che punta a smontare la tesi accusatoria che è costata, in primo grado, la condanna alla retrocessione all’ultimo posto del campionato di Prima Categoria 2018-19 e, di conseguenza, alla retrocessione in Seconda Categoria. In realtà, se la condanna fosse confermata, si tratterebbe di una doppia retrocessione, poiché il Manduria, avendo vinto i play off del proprio girone di Prima Categoria, avrebbe le carte in regola per ambire al ripescaggio in Promozione.

«Ho chiesto il proscioglimento del Manduria» rende noto l’avv. Destratis. «Nelle venti pagine del mio ricorso elenco una serie di concrete motivazioni che dimostrano come il presunto illecito sportivo non sia mai avvenuto. Anche in punto di diritto. Il Manduria aveva bisogno di quei tre punti per cercare la qualificazione ai play off di quel torneo di Promozione».

Le due telefonate intercorse fra l’allora presidente del Manduria, Giuseppe Spadavecchia, e il suo collega del Galatina, insomma, non hanno influito sull’esito del derby contro l’Avetrana perché la squadra biancoverde era in lotta per conquistare un posto nei play off e, pertanto, l’impegno profuso aveva una ragione valida. D’altronde, come abbiamo già avuto modo di rimarcare, se il Manduria avesse avuto un “dialogo privilegiato” con il Galatina, avrebbe perso lo scontro diretto (invece vinto) che si disputò quindici giorni prima.

L’altro aspetto importante è l’assenza di prove che attestino un contatto fra le due società all’indomani del derby contro l’Avetrana. Il tutto finisce con la battuta dell’allora presidente Spadavecchia rivolta al suo collega salentino circa la “pizza” da offrire ai calciatori per il favore, indiretto, fatto al Galatina. Non vi è alcun calciatore di quella stagione coinvolto. L’unico inizialmente chiamato a giudizio, l’allora juniores Greco, è stato prosciolto.

In attesa, quindi, della sentenza di secondo grado della Procura Federale, il presidente Elio Palmisano e gli altri dirigenti biancoverdi sono fermi. Non possono, ovvero, programmare la nuova stagione in questo momento di assoluta incertezza.



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