19/07/2019 09:47:27 - Salento - Attualità

Il talento del cinema pugliese firma la regia del cortometraggio “Un giudice ragazzino”, tratto dal libro omonimo di Salvatore Renna

Si sono concluse il 12 luglio scorso le riprese di “Un giudice ragazzino”, cortometraggio del giovane regista pugliese Pierluigi Glionna, studente di regia e sceneggiatura presso la Roma Film Academy (accademia di cinema italiana situata a Cinecittà Studios).

Già dai primi lavori si è notato il talento di Pierluigi Glionna: se è vero che gli studi servono per acquisire il “mestiere”, Pierluigi Glionna si contraddistingue, nella direzione dei film o dei cortometraggi, per la sensibilità e le qualità umane.  Pierluigi ha coraggio, originalità e forza creativa, tutto ciò che serve, insomma, per catturare gli sguardi degli spettatori, ma anche di consentire agli spettatori di guardare, assistendo ai lavori di Glionna, attraverso gli occhi di qualcun altro, affacciandosi su un mondo dischiuso ogni volta in un modo differente

Glionna con il suo entusiasmo ha saputo coinvolgere altri studenti della medesima scuola, per dare vita ad un progetto che affrontasse i temi della mafia e del bullismo.

Sceneggiato da Marika A. Carolla scrittrice di origini beneventane e tratto dal romanzo di Salvatore Renna, "Un giudice ragazzino" vanta il patrocinio della Regione Puglia e l'appoggio dei comuni di: Spinazzola (BT), Palazzo San Gervasio (PZ), Minervino Murge (BT) località coinvolte per le riprese. Il progetto, data l'importanza delle tematiche affrontate ha visto, inoltre, l'interesse del Presidente della Regione Puglia: Michele EMILIANO che si è recato di persona sul set. Ha parlato ai giovani del magistrato Rosario Livatino e della mafia.

“Un giudice ragazzino” vede come protagonisti: Domenico Panarello attore di origini siciliane, Francesca Baccega attrice veneta e il giovanissimo e talentuoso Lorenzo Carulli di origini pugliesi.

Il progetto è stato finanziato da sponsor nazionali e mediante la piattaforma di crowdfunding “Produzioni dal Basso”.

“Un giudice ragazzino” è la storia di una famiglia semplice, fatta di uomini che lavorano per il bene della comunità, di donne, mogli e madri che lottano affinché prevalga nella vita dei propri figli la giustizia e il rispetto. Un giudice ragazzino è il realismo, privato del velo di ipocrisia e di omertà. Il dolore, la solitudine e l'abbandono a cui è relegato chi sceglie di denunciare e opporsi alla mafia.

Questa è la storia di chi trova il suo riscatto, e la speranza concreta di continuare con forza a credere nello Stato e nelle leggi.



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