04/08/2019 09:27:44 - Avetrana - Attualità

«Non condivido più la piega che questa battaglia ha preso: prima di chiedere ai nostri sindaci di andare ad incatenarsi a Bari, chiedete a voi stessi cosa volete davvero... E dimostratecelo»


Mie piccole considerazioni...Magari mi sbaglio.

Sono stata presente alle due ultime manifestazioni organizzate contro il depuratore consortile di Manduria-Sava in zona Urmo, ma non in modo attivo, rispetto invece a quelle per il blocco dei lavori del 2017 e quella del 31 marzo dello stesso anno.
Non condivido più la piega che questa battaglia ha preso.
In  passato aveva un senso, in quanto arma tagliente in una lotta politica che vedeva le Amministrazioni comunali interessate lavorare sulla problematica, con criterio e senso pratico.
Avetrana, investendo dei soldi pubblici, propose quella soluzione alternativa che la Regione ritenne valida, ma che la politica manduriana poi bocciò, facendoci perdere in credibilità. 
Con il senno di poi comprendo che, un comune non direttamente interessato, non produrrà mai una valida alternativa senza rischiare di scontrarsi con la volontà dei cittadini di quel territorio.
Il popolo manduriano, che lo si voglia accettare oppure no, è  rappresentato dalle associazioni e dai movimenti, più che dai singoli politici.
D'altronde, le aggregazioni sono la vera anima di un paese.
Assodato che
- Manduria è commissariata e parte del paese fa guerra ai commissari;
- ci sono delle associazioni manduriane che hanno bocciato la nostra proposta, ma che restano aperti alla lotta e alla ricerca di una soluzione alternativa;
- c’è un movimento politico manduriano che si fa spazio all’interno di questa lotta: non c’è nulla di male, ma va riconosciuto per quello che è, senza tanti fronzoli;
- questa manifestazione ha cercato di mettere insieme due cose che per natura non produrranno mai nulla di buono, se si associano nello stesso momento: lo stomaco e il cervello;
- ancora una volta è stata messa da parte una fetta consistente di manduriani che poi, ovviamente, si incazza perché non ha potuto discutere le proprie proposte;
- in una manifestazione, o si fanno parlare solo le istituzioni e il rappresentante di tutti (in questo caso i sindaci e il presidente del comitato), oppure si fanno parlare solo gli “organizzatori”;
- per come era impostata la manifestazione, volta più che altro a cercare di far conoscere la problematica a quante più persone possibili, chiamando “vip” che attirassero la folla, avrebbe avuto più senso che a parlare fossero stati solo gli “organizzatori dell’evento”, senza tanti giri di valzer ...;
- per soddisfare entrambe le cose, si è creato un incidente di percorso che frammenta ancora di più il nostro fronte di difesa da questa opera pubblica utile, ma malamente concepita.

Detto ciò, torno a ribadire quello che ho sempre detto: continuare ad allearci con una Manduria che è essa stessa, di suo, continuamente frammentata e in lotte interne, ci porterà a finire anche noi nelle stesse condizioni di contrasto... Mentre invece, almeno su questo argomento, eravamo tutti d’accordo.

Il mio auspicio è che i rappresentanti di tutte le realtà manduriane abbassino le ambizioni politiche (ora più che mai vive) e l’orgoglio personale, si siedano intorno ad un tavolo e decidano insieme di fare fronte comune, stabilendo i punti cardini delle richieste, andando oltre gli slogan, già condivisi da tutti.
Questa sarebbe già una grossa vittoria.
Troppe volte ci si è nascosti dietro i numeri di Avetrana, Erchie, Torre... Oppure dei turisti ...
Prima di chiedere ai nostri sindaci di andare ad incatenarsi a Bari, chiedete a voi stessi cosa volete davvero... E dimostratecelo».



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