22/08/2019 09:45:25 - Avetrana - Attualità

«Due grosse città dell’entroterra, Sava e Manduria, avrebbero potuto singolarmente o insieme provvedere al proprio sistema di depurazione in loco, naturalmente attrezzandosi e completandosi con la condotta fognaria, senza perciò localizzare l’impianto nelle coste»

 

Aldo Cosma, presidente del comitato “Tutela del territorio” (associato ad Italia Nostra), scrive una lettera aperta al governatore pugliese Michele Emiliano. Oggetto della missiva la contestata localizzazione del depuratore consortile.

«Il progetto “scellerato e irrazionale”, come è stato definito dal conduttore televisivo Gilletti e da Romina Power, è stato volutamente allocato accanto all’unica zona con attività turistica avetranese, quasi come uno sfregio» è riportato nella lettera. «La popolazione avetranese contesta la posizione di tale depuratore.

Ci chiediamo: chi è quello sprovveduto e stolto progettista che pensa a un drenaggio dei reflui a dieci-quindici chilometri dalle emissioni? Le marine sono sprovviste di impianto idrico fognante. Allora a che serve questo depuratore che spreca soldi e suolo? Per le marine, infatti, si prevede un impianto idrico fognante nel 2035 circa, quando il depuratore ormai sarà desueto.

La manifestazione popolare della primavera del 2018 determinò per Aqp la presa in considerazione di un altro sito alternativo (contrada Serpenti), attualmente disatteso. Inoltre Aqp si permette il lusso di operare sopra le righe e al di là di ogni regolamento: per esempio iniziare i lavori senza mostrare alla popolazione la cartellonistica di lavoro, da noi poi sollecitata legalmente.

In tutto questo contesto non possiamo immaginare un governatore che si giustifica dicente: “Io non c’entro niente, l’appalto dei lavori è di competenza dell’Aqp e io non posso intervenire”.

Aqp ha potuto concedere l’appalto solo in quanto ha ricevuto l’autorizzazione dalla Regione Puglia, che è il massimo azionista dell’ente, il cui presidente è stato nominato proprio dalla Regione.

Il nostro governatore si preoccupa molto dell’inquinamento della falda idrica, ma finge di ignorare che l’intera marina manduriana è sprovvista dell’impianto idrico-fognante. Non si attiva, invece, per l’assenza vergognosa della rete dell’acqua potabile per circa ventimila residenti nel periodo estivo, che sono costretti a servirsi di autobotti. Ciò  costringe la gente a utilizzare acqua potabile stagnante e servizi igienici che possono determinare danni alla salute».



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