11/09/2019 09:15:27 - Manduria - Cronaca

I minorenni, che rischiano sino a 20 anni di reclusione invocano il rito abbreviato: in tal caso otterrebbero lo sconto di un terzo della pena

 

Chiedono di essere giudicati col rito abbreviato i minori coinvolti nel caso delle aggressioni ai danni di Antonio Cosimo Stano, il pensionato di 66 anni affetto da disagio mentale per anni vittima di assalti da parte di diverse bande di ragazzini a Manduria e morto alcuni giorni dopo il ricovero.

Sono i tredici giovanissimi imputati per i quali a luglio scorso la procura dei minori ha chiesto il giudizio immediato. Ora quasi tutti chiedono il processo che prevede lo sconto di un terzo della pena. Stessa richiesta, ma ancora l’udienza non è stata

fissata, è arrivata dai tre maggiorenni coinvolti nell’inchiesta (due di 19 anni e uno di 23 anni), accusati anche loro di aver partecipato alle spedizioni punitive ai danni dell’anziano, di volta in volta filmate con gli smartphone e condivise nelle chat. Nel collegio difensivo figurano gli avvocati Armando Pasanisi, Massimiliano Mero, Franz Pesare, Gaetano Vitale, Daniele Capogrosso, Nicola Marseglia, Antonio Carbone e Davide Parlatano.

L’udienza per i minori inizierà il 24 settembre davanti al giudice Bina Santella.L’accusa mossa dal procuratore della Repubblica del tribunale per i Minori Antonella Montanaro è pesantissima: morte seguita da tortura, reato per il quale, nonostante l’età degli imputati, potrebbe scattare una condanna anche a vent’anni di reclusione.

L’accusa più grave è scattata con la perizia del medico legale Liliana Innamorato, che ha individuato un nesso di concausa tra

il quadro clinico di Stano durante il suo ricovero e le ripetute vessazioni a cui il pover’uomo è stato sottoposto. Sono nove i

capi d’accusa messi in rubrica dalla procura minorile per i ragazzini accusati, oltre che di tortura, di danneggiamento, violazione di domicilio, furto e lesioni. Nell’elenco ci sono decine di aggressioni messe a segno negli ultimi mesi contro l’anziano, tutte riprese con gli smartphone e poi condivise tra gli indagati e altri ragazzi del paese. Video nei quali l’uomo era insultato e aggredito anche a bastonate da giovani che filmavano e poi commentavano le azioni.



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