26/11/2019 11:38:28 - Salento - Cronaca

Il ferro acuminato le ha forato l’esofago causandole una infezione. L’episodio si è verificato in un ristorante

E’ stata necessaria una operazione chirurgica, e successivamente un ricovero nel reparto di Rianimazione, per salvare la vita ad una donna di Lecce che aveva mangiato polpette di polpo in un ristorante di Porto Cesareo. Insieme al cibo, infatti, la signora aveva ingoiato anche l’uncino di un amo da pesca le è rimasto conficcato probabilmente nell’esofago. I medici del “Vito Fazzi” di Lecce, per evitarle guai maggiori ed ormai imminenti, hanno dovuto effettuare una complicata operazione chirurgica tra gola e torace. Solo così è stato possibile individuare l’uncino di metallo e debellare un pericoloso ascesso causato dall’infiammazione.

Tutto è successo alcuni giorni fa quando la famiglia si è spostata da Lecce per andare a pranzare in riva al mare. Un pasto tipico dell’area cesarina, a base di pesce. Tra gli antipasti c’erano anche le polpette di polpo, prelibatezza della zona. Sulle prime non sarebbe stato avvertito nulla di strano. La donna, cioè, non si sarebbe resa conto, durante la masticazione, di aver ingoiato anche un pezzo di acciaio insieme al cibo. Ma dopo qualche giorno sono incominciati i problemi, arrivati con dolori alla base del collo e febbre. Tanto che si sono rese necessarie le prime cure mediche. Dagli esami del sangue, però, è emersa l’infezione in atto e le successive indagini radiologiche hanno individuato quel corpo estraneo che stava causando quel pesante malessere. In corpo aveva un uncino di metallo, residuo di un amo da pesca rotto in due. La parte superiore, la cosiddetta paletta che quella con l’anello, probabilmente è stata tirata su dal pescatore insieme con la lenza. Il polpo, invece, aveva trattenuto la parte ricurva con l’uncino che ha il compito di conficcarsi nella bocca del pesce o della preda, il cosiddetto ardiglione. Ed è quello che, ingoiato dalla donna insieme alla polpetta, si è aggrappato nella sua, di gola. La signora è stata operata non appena la sua situazione è sembrata del tutto chiara ai medici. Il pezzo di amo aveva causato un grosso ascesso che procurava febbre e disturbi.

Una situazione che non poteva essere gestita in altro modo anche per la necessità di estrarre il corpo estraneo. La donna, immediatamente dopo l’intervento, è stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva ed oggi è fuori pericolo. Ma la sua storia ha dato consistenza al terrore di molte persone che, quando mangiano il pesce, hanno il timore che l’amo possa essere rimasto nella gola, nelle branchie o, addirittura, ingoiato dalla preda.



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