sabato 28 marzo 2020

14/02/2020 18:39:22 - Salento - Attualità

Cia Puglia: «Situazione grave in tutte le province, dal nord al sud della regione»

Pascoli aridi, ortaggi e seminativi in sofferenza, frutteti assetati, e le dighe sono in deficit

 

L’agricoltura piange, ma dal cielo non arriva nemmeno una goccia: in tutta la Puglia, la siccità e un “inverno primaverile” stanno facendo danni enormi: in difficoltà sono tutte le aree territoriali, con le aziende agricole e zootecniche che ovunque sono costrette a sobbarcarsi spese aggiuntive per sopperire alla mancanza d’acqua.

TARANTO-BRINDISI. «Nell’area del Tarantino e della provincia di Brindisi – ha spiegato Vito Rubino, direttore provinciale di CIA Due Mari – le aziende agricole stanno cercando di salvare gli ortaggi con continue irrigazioni, per affrontare la mancanza di pioggia e le alte temperature». Le dighe della vicina Lucania, che forniscono acqua anche alla Puglia, sono a secco. Il caldo ha causato un’anticipazione delle fioriture. Grosse difficoltà per i seminativi che non nascono o, laddove siano riusciti a nascere, hanno difficoltà a crescere per l’assenza di umidità e di precipitazioni piovose. A peggiorare la situazione ci si è messo il vento forte dei giorni scorsi, che ha provocato l’abbattimento di molti alberi e ha “asciugato” ulteriormente il terreno facendogli perdere umidità.

NEL SALENTO. Anche nell’area salentina, gli agricoltori sono costretti a sobbarcarsi le spese per irrigazioni ‘di soccorso’ ad alberi da frutto e ortaggi. «Tutte le coltivazioni di questo periodo sono in una situazione di sofferenza: il pericolo che i raccolti futuri siano pregiudicati in tutto o in buona parte è molto alto» – ha dichiarato Emanuela Longo, direttore provinciale CIA Salento. Sotto stress da caldo e siccità, anche qui, sono i seminativi, le coltivazioni orticole, i frutteti, e le alte temperature di certo non fanno bene agli ulivi che continuano a vegetare nel periodo in cui già si dovrebbe provvedere alla potatura.

DIGHE A SECCO. Gli invasi della Basilicata, che forniscono anche parte della Puglia, hanno risorse idriche molto inferiori a quelle dello stesso periodo dell’anno scorso. Le dighe pugliesi che forniscono la Capitanata, attualmente, contengono 128milioni di metri cubici d’acqua in meno rispetto al 13 febbraio del 2019. Gli schemi irrigui della Puglia sono fermi a 50 anni fa. La siccità è questione antica, ma la crisi climatica e la mancanza di soluzioni sono ancora più gravi.



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