domenica 29 marzo 2020

22/03/2020 12:05:19 - Salento - Attualità

Si tratta però di una notizia che attende conferma dal mondo scientifico

Da alcune ore circola in rete un filmato, realizzato da Cristiano Aresu, un giovane italiano in Giappone che descrive la soluzione che avrebbe il paese all’epidemia del Coronavirus, grazie ad un farmaco già in commercio. Si tratta dell’Avigan/Favipiravir, un prodotto che, secondo il filmato condiviso da Next Quotidiano, avrebbe consentito al Paese del Sol Levante di tornare alla normalità, con tante persone che passeggiano in strada. Il realtà, le prime dichiarazioni importanti sono giunte da Zhang Xinmin, direttore del Centro nazionale cinese per lo sviluppo della biotecnologia. Secondo l’esperto il farmaco in questione avrebbe “un livello elevato di sicurezza risultando chiaramente efficace nel trattamento“. Messo in commercio da Toyama Chemical nel 2014 il farmaco avrebbe “negativizzato il virus in quattro giorni”. L’esperto ha aggiunto come la medicina ha funzionato per i sintomi correlati al Coronavirus inclusa la polmonite, senza nessun effetto collaterale evidente.

Il direttore ha aggiunto come i test sono stati condotti nelle città di Wuhan e Shenzhen ed hanno coinvolto rispettivamente 240 pazienti e 80 pazienti. A Shenzhen sono risultati negativi per il virus dopo quattro giorni. Altre ricerche pubblicate in rete, indicano come le condizioni polmonari dei contagiati da Coronavirus sarebbero migliorate nel 91% dei casi dopo l’assunzione di Avigan o Favipiravir. Ora, sembra che il farmaco sarà commercializzato in Cina con licenza giapponese. Insomma, un video che mostra una parte di verità; attenzione, però, alle affermazioni del ragazzo però: secondo la Kyodo in Giappone il numero dei contagi dovrebbe aumentare verso la fine di marzo, quello che è certo sono le potenzialità promettenti del farmaco. Già in passato, in sperimentazioni condotte su animali, il Favipiravir aveva dimostrato notevole efficacia contro i virus influenzali, il virus del Nilo occidentale, il virus della febbre gialla, il virus afta epizootica e altri flaviviru, arenavirus, bunyavirus e alphavirus. È stata dimostrata l’efficacia anche contro gli enterovirus e il virus della febbre della Rift Valley. Ora per il Favipiravir si attende l’approvazione del governo giapponese per l’uso su vasta scala sui pazienti contagiati da Covid-19, poiché inizialmente era destinato a trattare le complicanze relative all’influenza.



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