giovedì 01 ottobre 2020

22/03/2020 12:43:05 - Manduria - Calcio

«Si corre il rischio che i campionati non possano più riprendere. Bisogna attendere e sperare che in qualche modo l’epidemia si riesca a bloccare»

«E’ un periodo molto difficile per tutti, anche per coloro che sono appassionati di calcio e dello sport in genere. Ma il blocco di ogni attività agonistica è fondamentale. La salute viene prima di ogni cosa».

Anche Vale Tidiane, l’attaccante originario della Costa d’Avorio, è costretto alla sosta forzata. Da un paio di settimane la società, d’intesa con lo staff tecnico, ha sospeso gli allenamenti. Decisione, questa, che rispetta le indicazioni contenute nei vari decreti approvati nei giorni scorsi, oltre che la decisione della Federazione pugliese di interrompere i campionati.

«Non ho idea di cosa potrà accadere per il futuro dei campionati, anche perché c’è l’incognita legata alla durata dell’epidemia» prosegue l’attaccante giunto in maglia biancoverde con la riapertura delle liste a dicembre. «C’è indubbiamente il rischio che possano non riprendere più. Bisogna attendere e sperare che in qualche modo l’epidemia si riesca a bloccare».

Dopo aver indossato le casacche di Ostuni, Mesagne e Carovigno, da qualche mese Tidiane ha rafforzato l’attacco del Manduria.

«Sono contento di questa scelta. Manduria è una bella piazza, con tifosi appassionati e una società competente. I compagni, poi, mi hanno accolto molto bene».

Tidiane vive a Carovigno, un centro in provincia di Brindisi.

«Sono preoccupato, come credo lo siano tutti. A Carovigno, peraltro, ci sono stati alcuni casi di contagio e, dunque, è più che naturale vivere in uno stato di apprensione. Bisogna rispettare tutte le prescrizioni che ci vengono ricordate tutti i giorni, nella speranza che questo brutto periodo passi il più in fretta possibile».

Gran parte della famiglia del nuovo attaccante biancoverde vive in Costa d’Avorio.

«Ci sentiamo tutti i giorni. I miei fratelli sono al corrente di ciò che sta accadendo in Italia e anche loro sono preoccupati per la mia salute. In Costa d’Avorio sinora si contano pochi casi, tutti però collegati a gente che viveva in Europa e che ha deciso di ritornare in Africa».







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