giovedì 28 maggio 2020

29/03/2020 10:53:10 - Avetrana - Attualità

«Lo Stato deve fare subito qualcosa di concreto»

«La gente ora ha fame. Sono sempre più le famiglie che non dispongono delle risorse necessarie neppure per acquistare il minimo indispensabile per sopravvivere. Lo Stato deve fare qualcosa».

Le rigide prescrizioni delle ultime settimane stanno mettendo letteralmente in ginocchio diverse fasce sociali. A lanciare il grido d’allarme è il vice sindaco di Avetrana, Alessandro Scarciglia.

«Da qualche giorno sempre più gente chiede aiuto a noi amministratori: sono concittadini che non possono permettersi più di acquistare il pane o la pasta» racconta Scarciglia. «Questa è gente che non ha mai chiesto nulla al Comune. Ci contatta con le lacrime agli occhi, calpestando così anche la loro dignità. Sono i piccoli artigiani o gli operai che trovavano saltuariamente delle giornate lavorative in edilizia o in agricoltura. I primi, insieme ai commercianti, hanno dovuto abbassare le serrande e, dunque, non hanno più alcun tipo di entrata. I comparti dell’edilizia e dell’agricoltura. La situazione è drammatica e potrebbe esplodere da un momento all’altro».

L’Amministrazione sta cercando di venire incontro a queste esigenze, ma diventa ogni giorno più difficile aiutare tanta gente.

«Abbiamo innanzitutto deciso di congelare tutti i tributi locali e anche le eventuali ingiunzioni di pagamento già in essere. E’ uno sforzo economico enorme e, se lo Stato non interviene, presto anche i Comuni saranno paralizzati, non avendo più risorse per garantire i servizi. Stiamo poi organizzando, insieme ai Servizi Sociali, un’azione di sensibilizzazione della popolazione. In ogni negozio di alimentari vi saranno dei carrelli nei quali, chiunque, può donare un pacco di pasta, una bottiglia di latte o comunque prodotti alimentari. Giorno per giorno, tutte le donazioni saranno raccolte e distribuite a chi ha più bisogno. Non nego che spesso anche noi amministratori, davanti a casi particolari, non esitiamo a mettere mano ai nostri portafogli. Ma sono delle soluzioni-tampone. Queste restrizioni potrebbero andare avanti per mesi e anche quando saranno sospese, l’economia avrà serissime difficoltà a riprendersi».

Cosa fare allora?

«I 25 miliardi di euro stanziati sinora sono solo una goccia. Lo Stato deve assolutamente garantire un reddito minimo a ogni famiglia in cui non ci sono entrate. Un esempio? Un tessera caricata con una cifra minima (3-400 euro al mese), spendibile solo per acquisti di generi alimentari. Ma occorre far presto…».




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