giovedì 28 maggio 2020

16/05/2020 11:15:46 - Manduria - Cronaca

Secondo gli avvocati, non ci sarebbero state torture, né sequestro di persona

 

Il 26 maggio arriverà la sentenza di primo grado per i tre maggiorenni, due diciannovenni e un ventitreenne, accusati delle torture inflitte ad Antonio Cosimo Stano, il pensionato disabile di 66 anni a lungo vittima di aggressioni da parte di bande di ragazzini a Manduria, morto il 23 aprile dello scorso anno dopo il ricovero in ospedale.

La Procura ha chiesto il massimo della pena, vent’anni di reclusione (trenta senza lo sconto di un terzo di pena col rito abbreviato) senza alcuna attenuante per la gravità dei fatti contestati. Ieri hanno tenuto le loro arringhe i difensori dei tre imputati, che hanno chiesto una pena più mite, con la concessione delle attenuanti generiche ma sopratutto hanno contestato i reati più gravi, la morte a seguito di tortura e il sequestro di persona, per i quali hanno chiesto l’assoluzione.

Sulla base di una consulenza medica, i legali hanno sostenuto che la morte di Stano ha radici ben più lontane nel tempo rispetto allo stress per le aggressioni subìte dagli imputati.




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