domenica 31 maggio 2020

18/05/2020 10:02:50 - Salento - Attualità

L’elaborazione di uno scenario probabile per provincia nel futuro prossimo

Negli ultimi giorni ho evitato di scrivere perché mi sono reso conto che c’è stata davvero infodemia. Una quantità abnorme di informazioni contrastanti tra loro quanto strumentali e arzigogolate hanno reso questo periodo ancor più insopportabile. Ognuno di Noi, da oggi, sarà libero di circolare per il momento solo nella propria regione. Dal 3 giugno in tutta Italia. Non è del tutto una ritrovata libertà poiché alcune attività sociali ancora non possono essere svolte, mentre tutte le attività economiche dovranno sottostare a dei protocolli specifici nell’ambito dell’esercizio della propria attività.

Protocolli che al di là della burocratica espressione hanno di fatto un solo scopo evitare contatti stretti tra chi svolge l’attività economica ed il cliente e tra i clienti.

Su questo si gioca tutto. Non si dimentichi mai che il virus è ancora circolante. Seppur ha perso virulenza resta cmq un’infido nemico da combattere. A proposito di virulenza chiariamo che una diminuzione della virulenza non significa che il virus è più debole nella sua azione biologica, bensì vuol dire che il virus attualmente circola in un ambito in cui non sta dando effetti sintomatici gravi. La prova è nel fatto che sempre più i nuovi positivi (segno inequivocabile che il virus gira ancora) non hanno necessita di far ricorso all'ospedalizzazione utilizzando anche le terapie intensive.

Il principio di precauzione non deve essere dimenticato ne accantonato ancor meno eluso. Su questo ad esempio c’è una discussione, tipica della mentalità italiana, sull'uso delle mascherine. Certamente non sono un piacere indossarle soprattutto nelle calde giornate del periodo, ma restano un presidio di protezione individuale, che è opportuno venga utilizzato sempre quando si è un contesto sociale dove incontrare un’altra persona è altamente probabile.

Va da se che se si è soli in macchina (o con persone conviventi), oppure in luogo sperduto, quanto isolato (anche con persone conviventi) si può non indossare la mascherina. Cosi come se si sta facendo sport o attività con grandi sforzi fisici, purché svolti a distanza da altre persone, si può “allentare” la mascherina.

Resta il fatto che tolte le occasioni particolari è buona regola precauzionale indossare la mascherina e rispettare il più possibile le distanze. Giocare a “togli la mascherina” e “metti la mascherina” si rischia di fare confusione. Siamo in una situazione in cui non possiamo permetterci di confonderci. Per questo trovo un po’ stucchevole e strumentale coloro che invitano a fare il giochino “togli e metti”.

Personalmente non faccio nessun invito, se non quello di riflettere che in fin dei conti le mascherine devono essere concepite come strumento utile a tutelarci personalmente. Non certamente devono essere viste come un'obbligo da cui sottrarsi eroicamente. Se c’è chi pensa o cerca giustificazioni per non usarle o usarle ad intermittenza faccia pure. Ognuno è artefice del proprio destino cosi come della propria salute.

La situazione epidemiologica è certamente migliorata ma non risolta. Per essere risolta o quanto meno essere notevolmente confinata si dovrebbero individuare quante più persone contagiate possibili. Ora che non c’è più un’emergenza legata alla carenza dei “posti letto” ospedalieri, si potrebbe fare una grande campagna di screening nella Popolazione tramite i tamponi orofaringei che danno maggiore affidabilità di altri test.

Lo screening ci consentirebbe di individuare la parte sommersa ovvero i famosi “asintomatici”. Asintomatici che certamente ancora ce ne sono giro senza che neanche Loro stessi lo sappiano.

A tal proposito mi sono cimentato nell'elaborazione di un possibile scenario attuale. Sulla base dei dati ufficiali ho elaborato quanti potenzialmente potrebbero essere stati i contagiati e quanti potenzialmente potrebbe essere i guariti. Per fare ciò sono partito non dal numero dei tamponi, che come è noto non indicano un numero di persone ma dai casi testati, che sono appunto le persone a cui è stato fatto almeno un tampone. Da questo dato considerando quanti tra questi sono risultati positivi ci si può calcolare la percentuale di positivi. Percentuale che può essere considerata verosimilmente la percentuale della popolazione contagiata. I casi testati, infatti, possono rappresentare un campione significativo (come si fa per i sondaggi demoscopici). Seguendo la stessa logica si può fare con i guariti. Si può dedurre che con molta probabilità ancora tante sono le persone contagiate asintomatiche che circolano pur non sapendo di essere contagiati. Sarebbe importantissimo individuarli.

 

Angelo Camassa




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