giovedì 28 maggio 2020

19/05/2020 09:06:22 - Salento - Attualità

«Battiamoci, insieme, affinché le differenze sessuali tutte, non subiscano più soprusi, offese, violenze fisiche e soprattutto quelle verbali, da dove partono le discriminazioni e l’intolleranza»

«Alle elementari, il mio pensiero correva veloce ed era irrequieto quanto lo è oggi, quindi quando rientravo a casa, andavo nell’armadio di mia madre e rovistavo tra i suoi vestiti, per indossarli. Vi sembrerà strano, ma tra quelli più luccicosi e colorati, mi capitava solitamente, di mettere quelli più semplici. Beh ve l’ho già detto che, come punto di riferimento femminile, ho avuto le suore, che sono state le mie amorevoli e intransigenti “maestre troppo elementari, che mi complicarono la vita!”.cit.

Mi hanno trasmesso, loro, il senso di sobrietà e un certo rigore, che al di la delle mie sfacciate provocazioni e delle mie azzardate minigonne, caratterizzano e contrastano non poco la mia esistenza.

Mia madre comunque, trovava divertenti i miei travestimenti perché, in realtà, la vera travestita era lei, con tutte quelle sberluccicanti collane!

Quando arrivavano le sue amich,e però, io mi nascondevo dietro una porta e origliando, ricordo l’eco delle loro parole che dicevano, “ma non ti pare strano che si vesta da donna?”.

Non so quanto peso mia madre desse alle stesse in quegli anni, ma io cominciavo a darne tanto invece, iniziando ad accusare piccoli colpi alla mia sensibilità e assorbendone i disagi, ma provando anche forti incazzature.

La timidezza, innata e alimentata da vari ed inopportuni veti e divieti, si trasformava spesso in scontrosi e a volte feroci episodi di ribellione un po' beffarda, pure a scuola.

Non sono mai stata capace di difendermi con i pugni, ma manco di starmene zitta, di fronte a certe misere, goliardiche e vili aggressioni verbali, anche quando provenivano da arroganti e sedicenti machi, il mio punto debole purtroppo!

La mia lotta all’omofobia, alla transfobia e alla conquista della libertà, di poter vivere il mio percorso di vita, credo sia inconsapevolemente iniziata in quegli anni.

Il pensiero anche oggi corre sempre veloce e, a volte, la mia incoscienza mi porta a essere più avanti delle battaglie stesse, che un tempo, trovavo erroneamente, fin troppo scontante per me, che nella mia ingenuità, continuo anche oggi, a credere nella civile evoluzione dell’animo umano e nella positiva naturalezza dei rapporti, tranne poi contraddirmi, quando percepisco che mi si ostacola ancora, perchè continuo a vivere nella perplessità, di quelli che si chiedono tuttora, il perché del mio percorso di vita. Allora comprendo la necessità di una giornata di lotta come questa, per far sentire altre voci come la mia e rivendicare i nostri diritti.

Spesso, le definizioni limitano certi percorsi e accentuano le disuguaglianze, ma le differenze devono essere il nostro orgoglio.

Io ho scelto di usare la mia piccola popolarità artistica per rivendicare la mia identità trans gender ed innalzarla a bandiera di me stessa, nella lotta per essere sempre stessi e riappropriarsi della propria identità di genere, spesso negata e stigmatizzata, dall’omotransfobia, che quelle come me vivono nel quotidiano.

Battiamoci. insieme, affinché le differenze sessuali tutte, non subiscano più soprusi, offese, violenze fisiche e soprattutto quelle verbali, da dove partono le discriminazioni e l’intolleranza, quelle offese verbali, con le quali purtroppo, molti di voi diseducano i loro figli e le nuove generazioni, al non rispetto dell’amore per tutti.

L’amore è un diritto di tutti!»

 

Eleonora




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