03/01/2009 09:14:48 - Sava - Politica

Bruno D’Oria auspica un cambiamento: «Non vogliamo la crisi, ma il Pd non è disposto neppure a fare harakiri»

 
Il Pd di Sava critico verso la maggioranza di centrosinistra.
Nella conferenza stampa di ieri sera (non era dell’intera Amministrazione, come erroneamente vi avevamo annunciato), i rappresentanti del Pd savese (dopo aver tracciato in consuntivo dell’operato dei propri assessori Brunello Ariano e Carmela Serio, mentre era assente per motivi di famiglia Ivano Decataldo) non hanno esitato a rimarcare, seppur con uno spirito costruttivo, i ritardi e gli errori strategici dell’Amministrazione, che pur sostengono in misura preponderante (il 50% del gruppo consiliare e della giunta).
«Noi non ci limitiamo ad assumerci il 50% delle responsabilità» ha affermato il delegato nazionale del Pd, Bruno D’Oria. «Noi le assumiamo per intero le responsabilità. Perché siamo stati proprio noi a proporre l’attuale alleanza alla comunità. Cosa non va? Credo sia superfluo rilevare come l’Amministrazione non viva un momento di luna di miele. Noi credevamo che la formazione di un gruppo consiliare del Pd, in cui sono confluiti il 50% dei consiglieri della maggioranza, semplificasse, snellisse e rafforzasse la coalizione. Così, invece, non è stato. I problemi si sono presentati quasi subito. L’altra parte della maggioranza ha interpretato erroneamente la linea politica del nostro partito: qualora abbiamo posto sul tavolo dei problemi, la reazione è stata quasi di fastidio; se abbiamo formulato dei consigli, questi sono stati ritenuti come elementi di disturbo all’interno della coalizione. Così, mentre la nostra parte ha sempre cercato di offrire un contributo per la risoluzione dei problemi, l’altra parte si è chiusa sempre più a riccio nei nostri confronti. Sono nate così le prime fibrillazioni di ordine politico. Il quadro attuale? I gruppi consiliari sono insoddisfatti, perché sono relegati ai margini della vita amministrativa. Ma, nello stesso, anche gli assessori sono isolati. Le tensioni poi si scaricano all’interno del partito».
Il futuro non è quindi limpido.
«Non siamo per la crisi: il commissariamento è l’ultima cosa che servirebbe a Sava. Ma la fibrillazione attuale è pericolosa. Occorre al più presto modificare il modo di agire: gli impegni assunti dal sindaco non devono essere scritti sull’acqua… E se l’Amministrazione continuerà ad essere priva del senso dello stare insieme, si procederà spediti verso lo sfacelo. Noi, responsabilmente, vorremmo evitare la crisi. Se questo fosse stato il nostro obiettivo, avremmo colto la palla al balzo quando l’intero gruppo consiliare del partito del sindaco si è dichiarato indipendente. Quale migliore occasione per chiedere l’azzeramento della giunta e l’apertura della verifica? Con un solo consigliere (ovvero lo stesso sindaco) l’Udeur, se esiste ancora questo partito, in quel momento disponeva del sindaco e di un assessore. Ma, pur non volendo la crisi, il nostro partito non è disposto neppure a fare harakiri: vogliamo essere ascoltati. Altrimenti la risposta politica arriverà senza esitazioni. Il Pd deve essere ascoltato. Quella sorta di autoreferenzialismo che qualcuno ha sfoggiato sinora non ha più motivo di esistere».
D’Oria lancia una proposta.
«Credo che, per le questioni di maggiore rilevanza, sia importante ottenere la collaborazione delle opposizioni» è il pensiero del delegato nazionale del Pd. «Non si tratta né di ribaltone né di consociativismo. La mia idea nasce da un preciso presupposto: per i problemi di maggiore importanza, è giusto ascoltare anche l’opinione delle altre forze politiche presenti in Consiglio. Anche perché, oggi ci siamo noi, fra sei mesi potrebbero esserci altri a governare Sava. E’ allora saggio contribuire tutti quanti alla risoluzione dei problemi».
A partire da domani metteremo in rete anche il sunto degli interventi di Cosimo Pichierri, di Carmela Serio e di Brunello Ariano.


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