giovedì 01 ottobre 2020

19/07/2020 12:47:14 - Avetrana - Attualità

Stabilita una pena di un mese di arresto e 200 euro di ammenda, poi ridotta della metà e quindi sostituita con 75 euro di ammenda per ogni giorno di arresto

Comminata un’ammenda di 1.225 euro agli otto ambientalisti avetranesi che, unitamente a diverse altre decine di cittadini (anche di Manduria), si erano riuniti, l’8 marzo del 2018, nell’area antistante il sito in cui sta nascendo il depuratore, per verificare l’effettiva apertura del cantiere. Gli otto cittadini avetranesi sono accusati di “aver promosso in luogo pubblico, in unione e in concorso fra loro, una riunione senza darne avviso al Questore tre giorni prima”.

Gli otto furono identificati dalle forze di polizia (benché quella mattina fossero presenti nella zona tantissimi altri ambientalisti) e dunque denunciati alla Procura della Repubblica. A distanza di oltre due anni, l’altro ieri agli interessati è stata notificata l’ammenda.

«Si stabilisce la pena di mesi uno di arresto e 200 euro di ammenda» è riportato nel decreto. «La pena può essere ridotta della metà sino a 15 giorni di arresto e 100 euro di ammenda. La pena definitiva può essere sostituita con 1.125 euro di ammenda, ovvero 75 euro per ogni giorno di arresto».

Questi i nomi degli otto coinvolti: Alessandro Scarciglia (all’epoca dei fatti e tuttora vice sindaco del Comune di Avetrana), Silvio Mammano, Antonio Cosimo Saracino, Gennaro Fortunato, Giuseppe Morleo, Realino Pignatelli, Leonardo Marasco e Giuseppe Ermanno Scarciglia. Per tutti loro la possibilità di opporsi alla sanzione, impugnando, entro 15 giorni, il decreto penale di condanna emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Taranto.

Per i primi sette, essendo tutti incensurati, accordata la sospensione della pena per due anni.

I legali degli interessati sono però pronti a dare battaglia.

«Si tratta di pure congettura» afferma l’avv. Francesco Di Lauro, uno dei legali degli ambientalisti. «I malcapitati sono ritenuti responsabili solo di essere passati, in due o tre per volta, sulla strada che costeggia in cantiere, alla sette del mattino, solo per curiosità, in quanto la stampa dava per imminenti i lavori, che invece iniziarono mesi dopo».







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