giovedì 01 ottobre 2020

10/09/2020 10:45:06 - Manduria - Attualità

La gara d’appalto aggiudicata all’azienda “Perrotta Group” di Martano

Lunedì si apre il cantiere del progetto finalizzato all’esecuzione di interventi di conservazione e tutela degli ambienti umidi e delle dune della Riserva Naturale e, più in particolare, dell’area della Salina dei Monaci. La gara d’appalto del progetto, che interessa anche il parco naturale regionale del litorale di Ugento, è stata vinta dall’azienda “Perrotta Group” di Martano, che ha offerto un ribasso del 31,87%.

Intanto si compie un ulteriore passo in avanti nell’iter del progetto per la rinaturalizzazione dell’area del fiume Chidro e la realizzazione centro logistico-operativo delle Riserve Naturali: è stato nominato il tecnico (l’ing. Gregorio Raho), che, insieme ad una equipe di ingegneri e architetti, realizzerà il progetto definitivo e poi quello esecutivo.

Importanti novità, dunque, nella valorizzazione del patrimonio naturalistico della città di Manduria.

C’è la ditta che eseguirà i lavori, sia a Manduria, che ad Ugento. Il cantiere, pertanto, si può aprire: molto probabilmente in questa settimana vi sarà la firma del contratto e già da lunedì i lavori potrebbero partire. Il progetto prevedeva uno stanziamento complessivo di 700mila euro. Per l’area della Salina dei Monaci sono previsti interventi di ingegneria naturalistica su cordone dunale-aree umide retrodunali ed arredi per un investimento di oltre 122mila euro e la fornitura e la messa a dimora di piante per quasi 40mila euro.

«Tra i vari interventi previsti per questo progetto» rende noto Alessandro Mariggiò, direttore delle Riserve Naturali, «sono previsti il ripristino completo delle staccionate presenti con la contestuale chiusura del lato del bacino salato, con palizzata e barriere basse, al fine di evitare disturbi all’avifauna presente e proteggere l’habitat prioritario della Salicornia; la ripiantumazione di specie vegetali autoctone per il restauro delle aree danneggiate degli habitat prioritari; l’implementazione della biodiversità sui cordoni dunali con ripristini delle dure erose attraverso i principi dell’ingegneria naturalistica; il miglioramento dell’accessibilità lungo l’arenile con la chiusura dei varchi abusivamente aperti; l’installazione di una nuova torretta con funzioni di avvistamento incendi e birdwatching; l’installazione di tavole divulgative e bacheche sulla storia, i percorsi naturalistici, la flora e la fauna dell’area protetta; la realizzazione di un isolotto per favorire la nidificazione dell’avifauna; il ripristino dei muretti a secco dei due ingressi; l’installazione di cestini portarifiuti in legno. Saranno installate anche tabelle tattili per ipovedenti».







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