giovedě 01 ottobre 2020

10/09/2020 10:58:00 - Manduria - Cultura

E’ stato girato lungo la costa del litorale manduriano

Se non rinunciamo oggi alla plastica monouso, nel 2050 in mare ci sarà più plastica che pesci.

E’ il messaggio di “2050: cronache marine”, un mockumentary dall’alto valore educativo, coniugato con una eccellente visione artistica, nato dall’idea creativa di “Viceversa Studio”,  uno studio creativo collaborativo fondato da Luciano Marchetti (manduriano trapiantato a Milano) e Davide Canepa e poi realizzato dall’istituto “Oikos”. Lavoro che ha vinto il bando di “Oikos” e che sarà la base di una campagna di sensibilizzazione per proteggere il mare e incoraggiare i cittadini – soprattutto i giovani – a ridurre il consumo di prodotti di plastica monouso.

«Questo lavoro è un viaggio in un futuro dove la plastica rischia di cambiare il mare e le nostre vite» racconta Luciano Marchetti. «Lo abbiano ambientato nel 2050, cercando di prevedere come la plastica possa, nei prossimi trent’anni, distruggere la fauna marina».

“2050: cronache Marine” è dunque ambientato in un futuro distopico, in cui la plastica ha completamente cambiato il mare e le nostre vite.

“Ci troviamo nel 2050, in una Puglia che ha visto il suo mare cambiare e con esso le vite a contatto con lui” è riportato nella nota di presentazione dell’opera. “Un taglio di regia documentaristico, ci trasporta in un mondo dal gusto surreale che conserva forti elementi di contatto con la realtà in cui attualmente viviamo: un presente in cui è ancora possibile fare la differenza e proteggere l’ecosistema marino fermando il sovraconsumo della plastica monouso”.

Le informazioni scientifiche sono disseminate lungo il racconto fortemente poetico di quattro storie, ambientate lungo la costa manduriana: “La cacciatrice di sacchetti”, “Lo chef di microplastiche”, “La collezionista di packaging” e “Il pescatore di bottiglie”, 4 personaggi di età anagrafica e dal vissuto differente che si muovono in uno scenario in cui l’apocalisse non è una proiezione di un futuro prossimo, ma un presente da scongiurare attraverso un’azione collettiva che parta dalla responsabilità personale.

«Dobbiamo agire nell’immediato» prosegue Luciano Marchetti. «Siamo abituati a guardare le conseguenze nel futuro come qualcosa a cui dobbiamo far fronte nel futuro stesso. Niente di più sbagliato. Da qui l’idea creativa sviluppata da Viceversa Studio per Istituto Oikos, che ha voluto prendere questo dato trasformandolo in un viaggio nel tempo dove uomini, mare e plastica convivono in una surreale e rassegnata realtà, provando a costruire un piano di racconto delicato e suggestivo, in cui lo spettatore possa in un primo tempo immergersi completamente e sentire però subito dopo il cortocircuito di questa immersione, lo spaesamento che è preludio e invito alla riflessione, alla consapevolezza, all’azione».

L’obiettivo della campagna di Istituto Oikos è quello di rendere più consapevole il pubblico incoraggiandolo ad adottare stili di vita più sostenibili. Attraverso il sito istituto-oikos.org/2050-cronachemarine e i canali social (Facebook, Instagram, YouTube) gli utenti potranno non solo guardare il docufilm in anteprima ma anche impegnarsi e condividere piccole azioni quotidiane per ridurre il consumo di plastica monouso.

Alcuni dati importanti

Più della metà della plastica diventa rifiuto in meno di un anno dalla produzione e la maggior parte non viene riciclata o riutilizzata. Nel 2018 in Europa sono finiti in discarica oltre 7,2 milioni di tonnellate di plastica. Di questi, quasi la metà era costituita da imballaggi: 3,3 milioni di tonnellate (PlasticsEurope, 2019). In Italia l’uso della plastica è da record: basti pensare che siamo i maggiori consumatori di acqua in bottiglia d’Europa e tra i primi al mondo (Dalberg Advisors, WWF Mediterranean Marine Initiative, 2019).

A livello globale circa il 37% dei rifiuti di plastica non è gestito o è gestito male, ossia non è raccolto, è disperso in natura oppure è abbandonato in discariche abusive, inquinando il suolo, l’acqua dolce e gli oceani con macro, micro e nanoplastiche. Ogni anno tra le 70 e le 130 mila tonnellate di microplastiche finiscono nel Mar Mediterraneo e nei mari d’Europa. 134 specie sono vittime di ingestione di plastica che entra così nella catena alimentare, fino ad arrivare noi (Alessi E., et al., 2018).







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