giovedì 26 novembre 2020

17/11/2020 16:39:15 - Avetrana - Attualità

Infermiera, Fortunata Barilaro è anche un’apprezzata scrittrice con due romanzi all’attivo: uno dei due è stato scelto dalla mamma di una sua amica per trascorrere il doloroso tempo che richiede la chemioterapia

“... Sappi che uno dei tuoi romanzi sarà la sua compagnia per la prima seduta di chemio…”.

Un messaggio di poche parole, ma che spezzano il cuore. Lo scrive un’amica alla signora Fortunata Barilaro, ormai avetranese d’adozione. Di professione infermiera, la signora Fortunata ha un’altra straordinaria dote: quella di trasmettere emozioni e sensazioni forti attraverso la scrittura.

Emozioni e sensazioni raccolte in due romanzi: “La casa sulla scogliera” e “Là, dove finisce il fiume”, entrambi pubblicati da edizioni Convalle. Con questi due romanzi la signora Fortunata esprime il suo amore verso la terra che l’ha adottata: la scogliera di Torre Colimena (che ben descrive nel suo primo romanzo, anche se chiama la località con un altro nome), la Salina, il mare, gli ulivi.

«L’autrice accompagna il respiro del lettore nello scorrere di queste pagine, passa con sottile maestria dalla tristezza delle miserie umane alla bellezza dell’arte e della natura dei luoghi, senza mai togliere fiato alla speranza» scrive nella prefazione Costanza Trotti. «La celebre sedia vuota dell’assenza, dell’abbandono, adorna una terrazza aperta sul mondo, il calore degli sguardi alimenta la fede nell’uomo e il nobile intento della scrittura compie la sua opera».

Un paio di giorni fa il messaggio della sua amica: annuncia l’inizio di un “viaggio” della sua mamma che comporta dolore. Un “viaggio” che la donna farà animata dalla speranza di poter vincere il male che subdolamente si è insinuato nel suo corpo. “Viaggio” che sarà accompagnato dalla lettura del romanzo della signora Fortunata.

«Ci sono momenti in cui hai bisogno della frase giusta» scrive la scrittrice Fortunata Barilaro in un post. «In questo periodo, in cui la mente sembra immobile, arriva da lontano, da un’amica di sempre, quel messaggio: “... Sappi che uno dei tuoi romanzi sarà la sua compagnia per la prima seduta di chemio...”.

Le mani volano sulla tastiera... Si ricomincia. Grazie amica mia e grazie alla tua mamma per avermi dato la possibilità di “tenerle la mano” nella solitudine della sua malattia».




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