giovedý 23 settembre 2021

07/09/2021 09:34:04 - Avetrana - Politica

Alessandro Scarciglia: «Quello che è accaduto ad Avetrana è qualcosa di sconcertante e assurdo»

Dopo tre successi consecutivi nelle ultime tre tornate elettorali amministrative, ecco servito il colpo di scena: il centrodestra non si presenta alle Comunali.

Abbiamo raccolto, a tal proposito, il commento di Alessandro Scarciglia, vice sindaco uscente.

«Quello che è accaduto ad Avetrana è qualcosa di sconcertante e assurdo» afferma Alessandro Scarciglia. «Dal mio punto di vista non ci sono colpe da attribuire a singole persone o gruppi politici. Si intravede, invece, un’ assenza totale della politica nel centrodestra locale. Evidentemente il problema non può essere identificato o ritrovato nell’ultimo mese o nell’ultimo anno. L’assenza delle locali sezioni dei partiti politici e, quindi, della condivisione di idee e progetti, ha lasciato spazio a personalismi e individualismi che, come abbiamo potuto constatare, dividono invece di unire.

Il non credere o lottare più per qualcosa di condiviso e programmato ha creato distanze nette tra la politica e il proprio elettorato trasmettendo, al momento della preparazione delle liste, paura e diffidenza».

Anche se non avrà un proprio rappresentante nella contesa, l’elettorato di centrodestra quasi certamente, se non dovesse decidere di non partecipare alla consultazione, determinerà il successo di uno o dell’altro schieramento.

«In paesi come quello di Avetrana, in cui si contendono la vittoria delle elezioni amministrative solo due liste, il risultato può essere deciso dallo scostamento di pochissimi voti. E’ alquanto ovvio che l’elettorato di centrodestra, orfano di propri rappresentanti in questa tornata elettorale, ricoprirà un ruolo fondamentale e, credo, decisivo».

Il centrodestra, dunque, sarà spettatore in queste ormai imminenti consultazioni amministrative. L’anno zero, insomma, dal quale però costruire il futuro.

«Il centrodestra avetranese ha l’obbligo, nei prossimi cinque anni, di ricostruire un progetto comune condiviso, ripartendo proprio dalla politica, dalla base, dai cittadini: incontri costanti e confronti quotidiani dovranno essere i pilasti fondamentali su cui costruire la nuova casa politica e, magari, la nuova classe dirigente».









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