giovedì 11 agosto 2022

09/07/2022 12:15:46 - Maruggio - Attualità

Antonio Palmisano: «Quello di Torre Ovo non è più accessibile. Quello di Campomarino non ha parcheggi per le nostre auto»

L’associazione Diportisti Jonici si rivolge, attraverso una lettera aperta, al governatore Michele Emiliano per segnalare il problema della carenza (se non proprio, dell’assenza) di scali d’alaggio per le imbarcazioni.

Ecco il testo della lettera a firma del presidente dell’associazione, Antonio Palmisano.

«Illustrissimo presidente,

la presente per metterla a conoscenza e chiedere la sua attenzione su di un annoso problema che vede coinvolti tutti noi appassionati del mare e delle sue bellezze.

Chi le scrive lo fa in rappresentanza di un gran numero di “Diportisti Jonici”, nome della nostra associazione, possessori di imbarcazioni su carrello, che da anni sono in balia di continui ostacoli che si presentano in modo sistematico e senza mai trovare un soluzione definitiva ma solo temporanea.

In questo particolare momento, ci ritroviamo in un paradosso!

La vecchia tonnara di Torre Ovo, ricadente in territorio del Comune di Maruggio (confinante con il Comune di Torricella e relativa marina Torre Ovo), oggetto negli anni di continue aperture e chiusure, si trova oggi ad essere inaccessibile a causa della chiusura degli accessi ad opera della nuova proprietà che ha acquistato tutti i terreni confinanti con le aree demaniali.

Pertanto, il vecchio scalo di alaggio della tonnara, interessato ogni anno da migliaia di accessi (già da alcuni decenni), è ad oggi inutilizzabile!

L'alternativa era rappresentata dal dragaggio del porto di Campomarino e riapertura dello scalo d’alaggio, impraticabile a causa di fondali troppo bassi e pieni di alghe in putrefazione.

Abbiamo atteso per anni, gli ultimi mesi trascorsi apparivano risolutivi, invece siamo nuovamente a dover patire disagi ed impedimenti!

Riaperto lo scalo di alaggio, anche senza il dragaggio della corsia di uscita (con il rischio di incaglio prima dell'ingresso nella zona dragata lo scorso anno), ci si ritrova anche a dover affrontare il problema relativo al parcheggio: infatti, nella zona antistante è impossibile parcheggiare in sicurezza a causa di zone autorizzate per i mercatini, per il traffico di passaggio e, dulcis in fundo, la ruota panoramica!

Noi capiamo benissimo la necessità di creare attrattiva turistica, ma noi?

Quando avremo il diritto di poter scendere a fare un giro in barca e magari passare qualche ora a coltivare il nostro hobby?

Abbiamo idea di quanti cittadini pugliesi, appassionati di pesca e possessori di un'imbarcazione da diporto, che prima sceglievano come meta Campomarino, Torre Ovo, adesso vanno altrove?

Abbiamo idea di quanti artigiani e commercianti pugliesi, salentini, che basano il loro reddito sulla vendita e la manutenzione delle imbarcazioni siano in difficoltà?

Qualcuno potrebbe dirci che c’è il porto turistico e che potremmo affittare un posto barca... Ma noi potremmo ribaltare la domanda e chiedere: a quale prezzo? 2.500 euro all’anno senza alcun servizio?

Evidenziamo che, la nostra costa, estesa per decine e decine di chilometri, sia sprovvista di uno scalo di alaggio e annessi servizi minimi, situazione assurda per un territorio su cui si sta investendo: Bandiere Blu, ruote panoramiche, piste ciclabili, aree balneari attrezzate.... Ma quando si potrà tornare a scendere in barca, serenamente, senza dover intraprendere proteste, mettere in campo iniziative, fare incontri con i sindaci (sempre molto disponibili, ma spesso con le mani legate), stampare manifesti e volantini, impiantare sit-in.

Caro presidente, mi scuso se mi sono dilungato, ma era necessario fare un excursus dei fatti e della situazione attuale, pur se in modo molto sintetico, ma la preghiamo di fare tutto quello che è in suo potere per ristabilire quella che per decenni è stata la "normalità", di mettere in campo tutte quelle azioni che possano riportare alla "legalità" tutta la nostra costa ad oggi sprovvista di uno scalo accessibile e praticabile e possibilmente che ci "risparmi" dal dover percorrere almeno 30 km per poter mettere a mare la nostra imbarcazione.

Nel ringraziarla per il tempo dedicatoci, le auguriamo un buon lavoro, con l'auspicio di una risposta e ancor di più di una soluzione definitiva».

 

Presidente Diportisti Jonici

Antonio Palmisano







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