martedì 29 novembre 2022

01/10/2022 09:51:23 - Avetrana - Attualità

«Ci auguriamo che il nuovo Governo, d’intesa con i Comuni, possa trovare le soluzioni efficaci»

“Le risorse dei Comuni sono finite ad agosto. Rischiamo di non poter accendere i riscaldamenti o di tagliare i servizi sociali».

Senza troppi giri di parole, così si era pronunciato il sindaco di Bari, Antonio Decaro, in qualità di presidente di Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ad inizio settembre.

La dichiarazione di Decaro proseguiva con una riflessione amara e perentoria:

“Sono pessimista per il futuro. Sia per gli approvvigionamenti, a causa della guerra in Ucraina, sia per lo stoccaggio che non so per quanto tempo durerà. Tutti possono fare qualcosa. È un discorso che vale per il gas, per l’energia elettrica, per l’acqua. Dobbiamo renderci conto che non stiamo salvaguardando più solo il futuro dei nostri nipoti, ma il presente di tutti noi. La nostra sopravvivenza”.

Questa la premessa dell’assessore ai Lavori Pubblici di Avetrana Francesco Saracino, che poi esprime una serie di considerazioni personali sulla grave situazione esistente.

«La preoccupante crisi energetica che ha travolto l’intera Unione Europea, oltre a riversarsi su famiglie, imprese e attività commerciali, ha intaccato fortemente i bilanci e le programmazioni dei Comuni» rimarca l’assessore Francesco Saracino.«Dal più piccolo, al più grande, da Nord a Sud, nessuno sfugge a questa trista realtà.

Sono sempre più frequenti, ormai, le scelte drammatiche che ci giungono dalle cronache quotidiane.

Svariate località hanno dovuto chiudere le piscine comunali, vista l’impossibilità di sostenere le spese senza un aumento sovradimensionato delle tariffe per gli utenti.

Così come sono a rischio i riscaldamenti nelle scuole, negli asili, nei centri ricreativi, nelle biblioteche.

Molti di più sono i sindaci costretti a mettere la propria firma su ordinanze che spengono punti luce delle città, in anticipo di qualche ora rispetto all’alba o che li accendono in ritardo rispetto al tramonto.

Gli aumenti per la pubblica illuminazione sono fuori controllo, con differenze in media superiori al 150%. Ed anche il Comune di Avetrana non è esente da questo, con un costo del servizio praticamente raddoppiato rispetto allo scorso anno, merito anche di scelte rinvenienti dal passato.

In questo contesto, risulta lungimirante l’operazione di sostituzione a led dei lampioni cittadini, iniziata già alcuni fa, che ha permesso un risparmio notevole ed ha evitato degli aumenti che sarebbero stati di proporzioni maggiori.

Ma, nell’allarmante intreccio di eventi che sta caratterizzando questo 2022, non soltanto la crisi energetica sta impattando sulle azioni dei Comuni, nel vortice di una tempesta in cui l’aumento del costo delle materie prime, della manodopera e dei costi di produzione ha generato una forte inflazione.

I contraccolpi dell’inflazione sui bilanci comunali sono stati sottovalutati nel dibattito pubblico in corso.

I sindaci hanno sulle loro scrivanie il fardello dell’adeguamento dei contratti.

Infatti, gran parte dei servizi comunali sono esternalizzati attraverso gare d’appalto e chi ha vinto l’appalto ha diritto all’adeguamento Istat.

Con l’inflazione al +6,4% significa che ogni contratto andrà aumentato del 6,4%.

Una cifra significativa per le casse comunali.

L’inflazione è una emergenza, collegata e che si aggiunge al caro-bollette.

Molti Comuni avranno difficoltà ad arginarla, con il rischio di non chiudere i bilanci.

Una prospettiva drammatica anche per quelli più virtuosi che metterà in difficoltà gli amministratori locali di ogni colore politico.

Il Comune di Avetrana ha approvato  un Bilancio di Previsione orientato allo sviluppo, all’ottimizzazione della struttura organizzativa e alla digitalizzazione.

Si è riusciti a contenere al minimo la crescita dei costi relativi alla Tari, che in applicazione del decreto Ronchi prevede una quantificazione dell’importo in base ai componenti del nucleo familiare e sulla produzione di rifiuti, elaborazione che spesso ci è stata richiesta dalla maggior parte dei cittadini.

Per il resto, è necessario che tutti gli attori di ogni singola comunità interpretino con responsabilità la propria parte, magari ipotizzando in un futuro a breve termine di iniziare a parlare di “comunità energetiche” e di “compostiere di comunità”.

Sono ormai noti i decaloghi delle buone pratiche suggerite, per i cittadini e per i commercianti, al fine di contenere i consumi e favorire il risparmio energetico.

Credo che il tempo per gli “analisti del voto” sulle elezioni di domenica scorsa sia terminato, i risultati ci hanno consegnato un Parlamento nuovo, negli equilibri e nella composizione, ma i problemi restano gli stessi. Il nostro territorio sarà rappresentato da due personalità vicine a noi e con cui ci auguriamo possa esserci un dialogo costante e proficuo. Entrambi provengono dall’Amministrazione comunale e quindi conoscono a fondo le difficoltà di cui abbiamo parlato sino ad ora. L’augurio è che, insieme a loro, il nuovo Governo possa trovare le soluzioni più efficaci per contrastare il caro delle bollette».









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