martedì 29 novembre 2022

23/10/2022 17:00:35 - Avetrana - Attualità

Il sindaco Iazzi: «Ecco le nostre due proposte»

Sul recapito dei reflui del depuratore consortile, interviene il sindaco di Avetrana Antonio Iazza, rendendo note le proposte alternative del Comune di Avetrana.

«In questi giorni si è acceso un dibattito intorno alle sorti del depuratore consortile Manduria - Sava ed in particolare agli scarichi complementari in progettazione. L’ultima conferenza di servizi si è tenuta il 6 ottobre scorso, con oggetto “Progetto di fattibilità tecnica ed economica per il riutilizzo dei reflui trattati dal nuovo depuratore consortile di Sava e Manduria e relativi scarichi emergenziali/complementari”.

Il Comune di Avetrana, in linea alle precedenti osservazioni indicate nel procedimento autorizzativo, ha proposto (agli atti della Conferenza di servizi del 06/10/2022) due soluzioni alternative allo scarico complementare nel canale che porta al bacino di Torre Colimena, finalizzate al riutilizzo delle acque eccedenti, che, come asserito da AQP nella richiamata Conferenza dei Servizi, rappresenterebbero comunque volumi di acqua depurate.

Le due proposte mirano a tutelare lo stesso Bacino di Torre Colimena e l’habitat ad esso collegato, evitando impatti imprevisti sull’ambiente marino costiero e sull’Unità Fisiografica sottesa con riferimento agli aspetti stringenti del Piano delle Coste Regionale e sul sistema retrodunale sotteso alla fascia costiera in cui rientra il medesimo bacino. 

Sinteticamente, di seguito si richiamano le due ipotesi. 

La   prima prevede lo scarico complementare in cave localizzate in agro Demani e Panzanella del Comune di Manduria, a circa 6,7 Km dal costruendo Depuratore ed a circa 3 Km dalle aree di smaltimento dedicate agli scarichi complementari in progetto. Tale soluzione appare in linea con le previsioni della L.R.22/2019 art.14 comma 9.

In alternativa, in ipotesi di non realizzabilità di quanto su indicato, si è proposto l’utilizzo, per eventuale surplus di acque depurate, delle vasche di accumulo esistenti sulla via Avetrana-Nardò, con una volumetria media disponibile di circa 70.000 mc, con il fine di un successivo utilizzo per fini irrigui. Da considerare che in ipotesi di un troppo pieno di acque depurate nelle predette vasche, le esistenti trincee drenanti favorirebbero lo scarico negli strati superficiali del sottosuolo».









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