martedì 29 novembre 2022

06/11/2022 09:12:17 - Avetrana - Attualità

Raccolta la memoria storica di tre reduci: Cosimo Giuliano classe 1920, Giuseppe Tarantini classe 1923 e Giuseppe De Tommaso classe 1924

In un contesto storico, come quello che stiamo vivendo, con una guerra (assurda come tutte le guerre) che sta insanguinando il cuore dell’Europa, l’associazione nazionale Combattenti e Reduci, sezione di Avetrana, ha organizzato una due-giorni di cerimonie e festeggiamenti di rilevante importanza.

La sera di giovedì scorso, in un’aula consiliare addobbata a dovere e gremita in ogni ordine di posto (addirittura c'erano molte persone anche fuori), la locale sezione Combattenti e Reduci, guidata da Giancarlo Parisi, ha organizzato un convegno sul tema “La guerra ha gli occhi di chi l’ha vissuta”.

Idea nata a Parisi il quale, dopo averla esposta al presidente di sezione Luigi Franzoso e ai suoi più stretti collaboratori, ricevendo un secco “sì, vai avanti”, si è approcciato subito con il segretario provinciale dell’associazione nazionale Bersaglieri di Taranto, Andrea Chioppa, il quale, con altrettanto entusiasmo, senza esitare, ha accettato di buon grado la proposta.

Dopo aver raccolto la memoria storica dei tre reduci (Cosimo Giuliano classe 1920, Giuseppe Tarantini classe 1923 e Giuseppe De Tommaso classe 1924), sono stati montati i filmati che sono stati poi proiettati in sala, durante la visione dei quali non è mancata un pizzico di emozione da parte di tutti.

Diverse le autorità civili e militari presenti. Chiaramente, a fare gli onori di casa è stato il sindaco Antonio Iazzi, visibilmente emozionato sopratutto quando ha omaggiato i reduci con una pergamena. Presente pure il neo eletto onorevole Giovanni Maiorano (di rilievo il suo intervento), che ringraziava la locale A.N.C.R. nella persona di Parisi per l’impegno. E’ intervenuto anche il cav. Antonio Cerbino, presidente provinciale A.N.C.R..

Tra le importanti autorità militari presenti, il Generale di Corpo d'Armata dei Carabinieri in Ausiliaria Claudio Quarta, il quale, con un importante intervento, ha ricordato il Capitano De Tommaso ucciso dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale e al quale sono stati riconosciuti diversi encomi.

Non poteva non esserci il concittadino Colonnello in Ris. Donato Marasco, il quale, durante il suo intervento, ha ricordato i fatti salienti della Seconda Guerra Mondiale.

E’ poi intervenuto (e a lui batte forte il cuore quando sente Avetrana), il Ten. Col. della Scuola di Cavalleria “S. Zappalà” di Lecce Cosimo Mangia, il quale ha ricordato l’importante ruolo dell’Arma della Cavalleria nel corso degli ultimi secoli.

Il giorno dopo è stata la volta della cerimonia solenne in ricordo dei Caduti di tutte le guerre, delle Forze Armate e dell'Unità Nazionale.

Infatti, di buon mattino e grazie all’impegno di tanti collaboratori (su tutti Grazio Scarciglia, Carmelo Totaro, Rosario Coppola e Nino Saracino), il monumento è stato arricchito di foto ed ornato di fiori.

In corteo, con le diverse autorità civili e militari e con le associazioni combattentistiche e d'Arma, insieme ad una presenza imponente di gente, i presenti si sono recati in chiesa per la Santa Messa. Prima della benedizione solenne, Alessandro Scarciglia (tesserato associazione nazionale Combattenti e Reduci) leggeva la preghiera del soldato, molto emozionante.

Finita la celebrazione, all’uscita dalla chiesa, vi erano i ragazzi dell’istituto comprensivo “Mario Morleo”, con i quali, in corteo, si è raggiunto il monumento ai Caduti. Qui, dopo gli interventi dei ragazzi stessi e del sindaco, è stata svelata alla cittadinanza la lapide dedicata al Milite Ignoto, non prima di aver consegnato una targa ricordo al Comandante della locale Stazione dei Carabinieri.

Il tutto si concludeva con un breve ma significativo discorso di Giancarlo Parisi, il quale ha esaltato la figura del Milite Ignoto e di Maria Bergamas, che lui definisce la “mamma d’Italia”.

«Meglio non poteva andare» il commento degli organizzatori, «e questo risultato è maturato grazie all’impegno di Luigi Franzoso, di tutti i tesserati e dell’intera Amministrazione. Ma non consideriamolo un punto d’arrivo, bensì di partenza, perchè tanto è stato fatto, ma altrettanto c’è da fare».

 









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