venerdì 17 maggio 2024

01/08/2023 16:43:27 - Provincia di Taranto - Cronaca

E’ gravemente indiziato di essere l’autore del tentato omicidio avvenuto lo scorso 16 giugno, quando, nel quartiere “Tamburi”, un 36enne venne ferito con tre colpi d’arma da fuoco

 

Alle prime ore di questa mattina, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Taranto hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Taranto, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di un 19enne, gravemente indiziato di essere l’autore del tentato omicidio avvenuto lo scorso 16 giugno, quando, nel quartiere “Tamburi”, un 36enne venne ferito con tre colpi d’arma da fuoco.

L’indagine, foriera di un grave quadro indiziario, è stata diretta dalla Procura della Repubblica del capoluogo jonico e portata avanti anche con sofisticate attività tecniche. Da quanto emerso, il giovane, indiziato anche di “porto di un’arma comune da sparo”, per futili motivi e dopo un litigio “di strada”, dopo aver estratto una pistola, avrebbe esploso 6 colpi d’arma da fuoco nei confronti della vittima, tre dei quali andati “a segno”. Il ferito, per le gravi lesioni subite, è stato condotto all’ospedale Santissima Annunziata e lì ricoverato.

Gli indizi raccolti durante le indagini hanno consentito di ipotizzare che il giovane avesse proprio l’intenzione di uccidere la vittima, dato che uno dei presenti gli aveva spostato il braccio, proprio nel momento in cui stava per premere il grilletto, impedendogli di fatto di compiere l’insano gesto. Il diciannovenne, da quanto risulta, avrebbe sparato addosso alla vittima, continuando ad esplodere colpi anche quando il 36enne si stava allontanando, colpendolo alle spalle. Al momento degli spari, avvenuti nei pressi di un chiosco molto frequentato della zona, erano presenti numerose persone.

I militari dell’Arma, sotto l’attenta guida della Procura della Repubblica di Taranto, hanno condotto le indagini senza la collaborazione della vittima, che aveva negato di riconoscere il proprio aggressore.

È importante sottolineare che l’eventuale responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza definitiva, valendo, fino ad allora, la presunzione di innocenza.









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