martedì 18 giugno 2024

03/11/2023 17:16:03 - Avetrana - Attualità

«E’ mai possibile che non rientri nelle attività didattiche il conoscere la storia di quegli avetranesi che con il loro estremo sacrificio hanno permesso ai giovani di oggi di studiare liberamente?»

Riceviamo, e pubblichiamo, un intervento di Alessandro Scarciglia avente per oggetto le celebrazioni della ricorrenza del 4 novembre.

«Sento la necessità, oltre che l’obbligo civile, di esprimere una personale considerazione sulle celebrazioni della ricorrenza del 4 novembre che si terranno ad Avetrana.

Innanzitutto è opportuno rammentare che il 4 novembre l'Italia ricorda l’armistizio firmato il giorno prima a Villa Giusti a Padova, l’atto che certificava la resa dell’Impero Austro-Ungarico all’Italia e, soprattutto, la fine di un massacro nel quale persero la propria vita oltre 600mila italiani, in gran parte giovani.

Il Ministro Valditara, nel messaggio inviato agli studenti l’anno scorso, sottolinea come “la Grande Guerra fu una tragedia immane e nella celebrazione del 4 novembre bisogna rifuggire qualunque esaltazione bellicista, a maggior ragione di fronte alla morte e alla distruzione che sono tornate a infestare il territorio europeo. Dobbiamo tuttavia onorare quei ragazzi, quegli italiani, che in nome di un ideale alto e nobile (l’unità di un popolo, la conclusione del Risorgimento), hanno sacrificato la propria vita. Il loro ricordo deve indurci ad apprezzare ancor più profondamente la Pace e la Libertà”.

Lo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha più volte ribadito come in questo giorno il pensiero va a quanti hanno sofferto, sino all’estremo sacrificio, per lasciare alle giovani generazioni un’Italia unita, indipendente, libera, democratica. L’intero popolo italiano guarda con sentimenti di commozione a tutte le vittime delle guerre.

In poche parole il 4 novembre racchiude i valori più profondi di Democrazia, Libertà e Unità. Oltre che il valore fondamentale della Pace, per il quale moltissimi giovani in divisa hanno perso la propria vita. Per questo è anche il giorno della Festa e del ringraziamento delle nostre Forze Armate.

Detto ciò, ritorno alla questione locale: come di consuetudine ad Avetrana le Associazioni d’Arma e Combattentistiche, unitamente all’Amministrazione Comunale, organizzano ogni anno tale celebrazione. Individuando come recettori finali del messaggi su richiamati, i più giovani. Per questo motivo, da sempre, gli studenti di Avetrana partecipano numerosi e pieni di entusiasmo a questa manifestazione.

Per di più quest’anno, considerato che il 4 novembre coincide con un sabato, quindi giorno non scolastico, si è pensato di spostare le celebrazioni al successivo lunedì 6. Proprio per permettere alla scuola di essere attore principale, come sempre, di questo evento.

Tra l’altro, il prossimo 6 novembre, subito dopo la commemorazione dei nostri Caduti, verrà scoperta una targa in memoria di un nostro giovane concittadino, l’appuntato scelto dei Carabinieri Cosimo Carluccio, deceduto nel 2009 per cause legate alla partecipazione di una missione di Pace negli anni ‘90.

Tutto questo per fare in modo che la memoria e il ricordo possano arricchire soprattutto i più giovani in termini di rispetto dei valori di Libertà e Democrazia.

Ed è per questo motivo che non riesco proprio a capire e ad accettare la scelta del dirigente dell’istituto comprensivo di Avetrana di non permettere agli studenti di partecipare alla manifestazione del 6 novembre.

Non riesco a capirlo da persona fisica, da genitore e da uomo che crede nelle Istituzioni.

Mi chiedo: è mai possibile che non rientri nelle attività didattiche la storia dei nonni dei nostri studenti? Non rientri il conoscere la storia di quegli avetranesi che con il loro estremo sacrificio hanno permesso ai giovani di oggi di studiare liberamente? Come hanno permesso, d’altronde, ai docenti di insegnare liberamente?

Non mi capacito».









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