sabato 18 maggio 2024

16/03/2024 09:40:23 - Manduria - Attualità

La storia dello scoutismo manduriano in un articolo di Mariagrazia Giuliano del Reparto Aldebaran Manduria 1

Quest’anno ricorre il 44° anno dalla costituzione, esattamente nella parrocchia della “SS. Trinità”, del gruppo scout Manduria 1, dedicato a don Luigi Neglia.

Lo scoutismo è una realtà educativa manduriana molto importante. E’ un progetto di crescita per ragazze e ragazzi dagli 8 ai 21 anni per imparare a diventare autonomi e capaci di vivere meglio con gli altri e per gli altri. Attraverso la fantasia, il gioco, l’avventura, la vita all’aria aperta, l’esperienza comunitaria, lo scoutismo insegna ai giovani a sentirsi cittadini e protagonisti del mondo.

Quando venne costituito il primo gruppo scout a Manduria, non vi erano i lupetti. Gli scout erano quasi tutti della stessa età: fra i 15 e i 18 anni e le attività principali erano quelle del gioco e dell’avventura.

Le divise di quei primi anni non erano quelle ufficiali. I ragazzi indossavano i jeans e una camicia militare dell’Aeronautica, che era di colore celeste. A questa camicia i ragazzi cucivano i vari stemmi degli scout.

Il primo assistente ecclesiastico, nonché colui che ha fatto nascere lo scoutismo a Manduria è stato don Teodoro Tripaldi.

«Conoscevo lo scoutismo prima che diventasse AGESCI, in seguito alla unione nel 1974 dell’ASCI (Associazione Scouts Cattolici Italiani), aperta ai soli maschi, e dell’AGI (Associazione Guide Italiane). Nel 1970 partecipai ad un seminario in Calabria. Fui colpito dall’amore per l’avventura di alcune guide di Milano che erano presenti. Fu in quel momento che decisi che avrei educato i giovani verso l’amore, il rispetto della natura e la padronanza di se stessi. Nel 1976, quando ero ancora diacono, mons. Luigi Neglia mi affidò alcuni giovani e mi incaricò di organizzare il primo campo. Partimmo, armati di tende, per la Sila, precisamente a Moccone, una frazione di Camigliatello. Tutti insieme imparammo l’autogestione.

Nel 1980 ritornai a Manduria come sacerdote e con il sostegno di alcuni ragazzi fondammo il primo clan: Avventura».

Dei ragazzi che diedero vita al primo gruppo scout, nessuno di loro era mai stato realmente scout e, pertanto, inizialmente gli incontri erano visti solo come un modo per stare insieme e socializzare.

Ad assumere la carica di capo erano i ragazzi con più esperienza e con il compito di far vivere la vita scoutistica con lealtà e sincerità, come Luigi Andrisano e Pasquale Tondo.

Luigi Andrisano conserva dei bellissimi ricordi di quegli anni dedicati allo scoutismo.

«La mia prima esperienza fu in un campo estivo insieme ai ragazzi di Ceglie Messapica. Si svolse a Moccone, sulla Sila. Ricordo che, ad un certo punto, mi trovai di fronte ad un bivio: scegliere fra Azione Cattolica e Scout. Per me fu una scelta semplice: abbracciai senza esitazione il mondo dello scoutismo.

Ricordo che il gruppo Manduria 1 nacque davanti ad un piatto di spaghetti “aglio e olio” e ricordo bene anche il giorno della promessa: il 29 giugno del 1980, il giorno dei festeggiamenti in onore di San Pietro e Paolo».

Gli scout di quel periodo raccontano quel giorno come un momento di entusiasmo e di fascino per tutta la comunità parrocchiale, nonché un momento di grande emozione per tutti coloro che fecero la Promessa.

In un censimento di alcuni anni dopo, il gruppo contava circa 150 scout fra lupetti, esploratori, novizi, ecc.

Non essendoci ancora capi esperti che potessero tramandare gli insegnamenti, gli scout crescevano ed imparavano attraverso le varie attività, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana.

Come ricorda Luigi Andrisano «In quei tempi non vi erano le comodità di adesso: si cucinava col fuoco e le tende si montavano di notte. Si lavorava tanto. Ma lo scoutismo è fondamentalmente un gioco. Poi si cresce e si diventa grandi. A questa passione si dedica con entusiasmo tutto il proprio tempo libero. Ho abbandonato quando sono nati i miei figli, perché dovevo dedicare più tempo alla famiglia».

In questa prima fase, le squadriglie erano composte da soli ragazzi. Solo successivamente nacque, grazie anche all’impegno di Grazia Spinelli, il reparto femminile con il nome di Stella del Sud. In quel periodo, infatti, le famiglie erano un po’ restie a consentire alle proprie figlie di praticare l’attività degli scout. Con il passar del tempo, però, le mamme iniziarono a concedere fiducia al mondo scout e con esso alle proprie figlie, anche perché compresero e apprezzarono l’aspetto educativo dell’attività scout. Anzi, erano anche le​ mamme protagoniste di tante iniziative, finalizzate all’autofinanziamento. Tutte le attrezzature (dagli zaini, ai sacchi a pelo, alle tende) venivano acquistate attraverso l’autofinanziamento.

Il gruppo scout Manduria 1 è sempre molto attivo sul territorio e conta tanti nuovi iscritti, ciò rende orgoglioso chi lo ha voluto, don Teodoro.

«Sono orgoglioso e felice per loro. E’ una strada che ti abitua ad essere indipendente e ti insegna a fare da te. I capi ti aiutano, ma non ti sostituiscono. Invito i ragazzi ad avere sempre come riferimento tre principi: servire gli altri, amare Dio e il Paese, essere educatori del prossimo».

Scegliere di essere scout di fatto è una proposta educativa molto stimolante e in controtendenza. Purtroppo lo stile di vita attuale ci propone tante comodità e ci allontana dallo stile degli scout. Per costruire qualcosa di bello bisogna metterci del proprio, sudare, dedicarvi tempo e alla fine essere anche un po’ stanchi.

Bisogna scegliere fra guardare scorrere la propria vita da una comoda poltrona davanti al telefono, o alla playstation o a un pc, oppure esserne i protagonisti.

Un caloroso invito giunge ai ragazzi da Luigi Andrisano: «Ai ragazzi consiglio di lasciare i social e di vivere l’esperienza di scout. Grazie a quell’esperienza mi sono formato anche fisicamente: da ragazzo ero molto esile. Ma nei campi scuola dovevamo camminare tantissimo e svolgere tante altre attività, che mi hanno consentito di irrobustirmi. Non solo. Essere scout aiuta a far crescere l’autostima, a credere in se stessi e a vivere il sociale».

Quando ero bambina, osservavo con curiosità i gruppi di ragazzi che, anche in pieno inverno, se ne stavano coi pantaloncini corti e talvolta mi capitava di vederli con grandi zaini sulle spalle. Mi colpiva il loro foulard e il loro modo di vestirsi: credevo fossero esploratori tipo “Indiana Jones”. Osservavo il loro comportamento, il rito del saluto urlato a squarciagola. Li vedevo come degli esseri speciali e, forse, un po’ lo sono... Così decisi che sarei diventata anch’io una di loro. Subito dopo la pandemia mi sono iscritta al gruppo Manduria 1 e  sono orgogliosa di farne parte.

Lo scoutismo mi ha permesso di vivere esperienze che ricorderò per sempre. Ho stretto alcune amicizie che mi hanno aiutata a crescere. Ho imparato ad essere meno schizzinosa, a mangiare di tutto, ad adattarmi, a sopportare le avversità, a sviluppare una maggiore resistenza fisica, ho imparato il valore della fraternità e dell’uguaglianza. Ho imparato a convivere con i componenti del gruppo e ad assumere in esso un ruolo attivo e delle responsabilità via via sempre maggiori.

Ho condiviso il mio piatto e la mia tenda con gli altri, ho inventato e realizzato oggetti per l’autofinanziamento, ho camminato tanto senza lamentarmi, ho imparato a fare nodi, a cucinare, accendere fuochi e preparare pranzetti (facciamo gare di cucina), a fare lo zaino. Ho sempre lavorato e mi sono impegnata, giocando e divertendomi. Inoltre, lo scoutismo mi ha permesso di acquisire nuove competenze che saranno utili per il mio futuro.

E allora se mi chiedete: essere scout...a cosa serve? Cosa ti lascia nella vita di tutti i giorni? Una gran fatica, un gran freddo o un gran caldo, tanto impegno e lavoro, tanto studio e documentazione per prendere le varie specialità... e quel terribile impegno settimanale: ma perché mai tutto questo? Beh... semplicemente perché sono convinta che essere scout sia una cosa utile per la mia vita, un sentiero che mi porterà a essere una persona migliore!

 

Mariagrazia Giuliano

Reparto Albebaran

Gruppo Scout Manduria 1









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