giovedì 13 giugno 2024

23/05/2024 07:44:14 - Manduria - Attualità

«È necessario quindi che si faccia memoria viva e che ci sia impegno costante per una società libera dalla prepotenza e dall’oppressione delle mafie»

32 anni fa la strage di Capaci: in questo giorno di memoria, il presidio Libera Manduria ricorda l’importanza di questa battaglia di civiltà e legalità del giudice Giovanni Falcone. Ecco il comunicato.

«Alle ore 17.58 del 23 maggio 1992, una carica di cinque quintali di tritolo posizionata nei pressi dello svincolo di Capaci-Isola delle Femmine viene azionata da Giovanni Brusca, il sicario incaricato da Totò Riina per uccidere il giudice Giovanni Falcone.

Insieme a lui persero tragicamente la vita sua moglie nonché magistrato Francesca Morvillo e tre uomini della loro scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Vi furono 23 feriti, fra i quali gli altri agenti di scorta Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l'autista giudiziario Giuseppe Costanza.

Questa data così dolorosa segna la storia. Cosa Nostra dichiara guerra allo Stato e continua a mietere vittime. Soltanto 55 giorni dopo, infatti, sarebbe stata la volta di Paolo Borsellino, collega di Giovanni. Insieme avevano lavorato duramente a quel progetto ideato e fortemente voluto da Rocco Chinnici: il pool antimafia.

Durante tutti questi anni la criminalità organizzata ha cambiato volto, si è trasformata, ma continua a seminare il male. È necessario quindi che si faccia memoria viva e che ci sia impegno costante per una società libera dalla prepotenza e dall’oppressione delle mafie.

In questo giorno di memoria, il Presidio Libera di Manduria vuole ricordare l’importanza di questa battaglia di civiltà e legalità. C'è bisogno di cittadinanza attiva e responsabilità. C’è bisogno di formazione e conoscenza. È necessario che ognuno faccia la propria parte, come vere e proprie sentinelle di legalità e giustizia che scuotono le coscienze e seminano il bene.

Soltanto così si potrà finalmente sperare in una società priva di ogni forma di compromesso e gioco di potere, animata dal rispetto e dall'autentica uguaglianza, perchè come diceva Giovanni Falcone: “La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”».

Il presidio Libera Manduria invita alla visione di due docufilm che possano aiutare a riflettere.

-Docuserie “I ragazzi delle scorte”: https://www.raiplay.it/programmi/iragazzidellescorte?wt_mc%3D2.app.cpy.raiplay_prg_I+ragazzi+delle+Scorte.%26wt;

-Docufilm “La mafia ha paura"”.









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