domenica 01 febbraio 2026


30/12/2025 12:55:26 - Manduria - Attualità

«L’Amministrazione comunale ha il dovere di tutelare gli interessi della collettività, vigilare sull’erogazione dei servizi essenziali e farsi portavoce delle istanze dei cittadini presso il gestore. Il silenzio istituzionale e l’assenza di comunicazioni chiare contribuiscono ad aggravare il disagio e a rafforzare un diffuso senso di abbandono»

Riceviamo, e pubblichiamo, una lettera di un cittadino manduriano, Michele De Santis. Ecco il testo.

«Da mesi la città di Manduria è costretta a convivere con una crisi idrica persistente che incide profondamente sulla vita quotidiana dei cittadini. La chiusura dei rubinetti si verifica con particolare frequenza nelle fasce orarie serali, nel momento in cui famiglie, lavoratori e attività economiche rientrano nelle proprie abitazioni o sono nel pieno delle attività. Non si tratta più di episodi occasionali, ma di una condizione divenuta ormai strutturale.

La mancanza d’acqua nelle ore serali compromette il soddisfacimento dei bisogni più elementari: l’igiene personale, la preparazione dei pasti, la normale vivibilità delle abitazioni. Il disagio è ancora più grave per anziani, bambini e persone fragili, costretti a subire limitazioni che non possono essere considerate accettabili in una comunità moderna.

L’accesso all’acqua potabile è un diritto fondamentale e la sua erogazione rientra tra i servizi pubblici essenziali. Proprio per questo, il servizio idrico deve essere garantito secondo criteri di continuità, regolarità e qualità. L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) stabilisce standard precisi per la qualità del servizio e per l’informazione agli utenti, prevedendo che le interruzioni siano limitate, motivate e adeguatamente comunicate. La ripetitività delle chiusure serali e la carenza di informazioni ufficiali pongono interrogativi seri sul rispetto di tali standard.

Accanto alle responsabilità del gestore del servizio, non può essere ignorato il ruolo del Comune di Manduria. L’Amministrazione comunale ha il dovere di tutelare gli interessi della collettività, vigilare sull’erogazione dei servizi essenziali e farsi portavoce delle istanze dei cittadini presso il gestore. Il silenzio istituzionale e l’assenza di comunicazioni chiare contribuiscono ad aggravare il disagio e a rafforzare un diffuso senso di abbandono.

Le ricadute della crisi idrica si estendono anche al tessuto economico e sociale della città. Le attività commerciali e di ristorazione, soprattutto nelle ore serali, si trovano a operare in condizioni di forte difficoltà, con ripercussioni economiche e organizzative che danneggiano l’intero territorio e la sua immagine.

Manduria non può continuare a vivere in una condizione di precarietà permanente nella gestione di un bene essenziale come l’acqua. È necessario un intervento immediato, trasparente e coordinato, che coinvolga il gestore del servizio e l’amministrazione comunale. I cittadini chiedono risposte, comunicazioni chiare e soluzioni concrete. Garantire l’accesso all’acqua non è una concessione, ma un dovere verso l’intera comunità».

 

Michele De Santis

Cittadino di Manduria