I consiglieri Gregorio Perrucci e Pasquale Pesare auspicano chiarimenti in ordine alla coerenza dell’azione amministrativa e alla tutela del patrimonio comunale

I consiglieri comunali Gregorio Perrucci e Pasquale Pesare (gruppo Demos) hanno presentato una interpellanza avente per oggetto la concessione onerosa del diritto di superficie nell’area del fiume Chidro e cessione gratuita di terreni comunali ad Acquedotto Pugliese. Ecco il testo.
Premesso che
• con deliberazione dell’Autorità di Gestione delle Riserve Naturali del Litorale Tarantino Orientale n. 8 del 7 giugno 2018 è stato approvato il progetto di rinaturalizzazione dell’area e di demolizione delle opere realizzate per il prelievo delle acque salmastre del fiume Chidro;
• con deliberazione della medesima Autorità n. 9 del 9 ottobre 2024 è stato approvato un nuovo accordo con il Consorzio Unico del Centro-Sud Puglia per la costituzione di un diritto di superficie;
Rilevato che
• l’accordo prevede che, a fronte della cessione ventennale del diritto di superficie, il Comune di Manduria debba corrispondere un canone annuo di circa 4.500 euro per un periodo di 20 anni, per un esborso complessivo stimabile in circa 90mila euro.
Considerato che
• al termine del ventesimo anno il bene tornerà nella piena ed esclusiva proprietà del Consorzio Unico del Centro-Sud Puglia, con un evidente incremento di valore derivante dagli interventi di bonifica, rinaturalizzazione e messa in sicurezza realizzati a spese del Comune di Manduria;
• la bonifica di un’area degradata e potenzialmente pericolosa per la pubblica incolumità costituisce un interesse pubblico primario;
Evidenziato che
• la motivazione secondo cui la concessione non potrebbe avvenire a titolo gratuito, al fine di evitare un presunto danno erariale per depauperamento del patrimonio del Consorzio, appare difficilmente conciliabile con il beneficio patrimoniale finale che lo stesso Consorzio riceverà;
• in una fattispecie analoga, ma con ruoli invertiti, il Comune di Manduria ha invece proceduto alla cessione gratuita di circa sei ettari di terreno di proprietà comunale in favore di Acquedotto Pugliese S.p.A. per la realizzazione delle cosiddette “trincee drenanti”;
Considerato inoltre che
• non può essere addotta, a giustificazione della gratuità della cessione ad AQP, la necessità di realizzare il depuratore o di evitare lo scarico a mare, atteso che il depuratore risultava già realizzato e che lo scarico è rimasto parte integrante del progetto, venendo peraltro spostato all’interno di una riserva naturale regionale;
• le aree cedute ad AQP non costituivano l’unica opzione possibile, essendo disponibili altre aree idonee, prive di vincoli ambientali e più prossime all’impianto di depurazione, che avrebbero potuto essere espropriate con un minore impatto economico e ambientale;
• sulle medesime aree cedute ad AQP, il Comune di Manduria aveva precedentemente realizzato interventi di rimboschimento finanziati con fondi della Comunità Europea;
Ritenuto che
• la difformità di comportamento adottata dall’Amministrazione comunale nelle due fattispecie appare difficilmente giustificabile sotto il profilo della coerenza amministrativa, della tutela del patrimonio comunale e dell’interesse pubblico;
Tutto ciò premesso e considerato,
SI INTERPELLANO IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
affinché chiariscano:
1. le ragioni giuridiche, amministrative e politiche che hanno determinato l’onerosità della concessione del diritto di superficie da parte del Consorzio Unico del Centro-Sud Puglia in favore del Comune di Manduria;
2. se siano state valutate soluzioni alternative, inclusa la gratuità della concessione, alla luce dell’interesse pubblico perseguito e dell’incremento patrimoniale finale in capo al Consorzio;
3. per quali motivazioni, in una fattispecie analoga ma a parti invertite, il Comune di Manduria abbia proceduto alla cessione gratuita dei terreni comunali ad Acquedotto Pugliese S.p.A.;
4. se, in relazione a tale cessione gratuita, siano state effettuate valutazioni circa eventuali profili di danno erariale o responsabilità amministrativo-contabile;
5. se l’Amministrazione ritenga coerente e giustificabile, sotto il profilo giuridico e patrimoniale, l’adozione di due comportamenti opposti in situazioni sostanzialmente analoghe;
6. se non si ritenga opportuno acquisire un parere legale o un parere della Corte dei Conti al fine di chiarire definitivamente la correttezza delle scelte operate.
Come disposto dall’art. 11 del regolamento del C.C., si chiede venga inserita nell’ODG del prossimo Consiglio comunale utile e con risposta orale in seduta consiliare».
I consiglieri Demos
Perrucci Gregorio
Pesare Pasquale


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