«Un’altra voragine, un altro cantiere bloccato. Un’altra promessa tradita»

Riceviamo, e pubblichiamo, un comunicato stampa del movimento politico Demos di Manduria. Ecco il testo.
«Un’altra voragine, un altro cantiere bloccato. Un’altra promessa tradita.
E oggi è doveroso ricordarlo ai cittadini: tutto questo era stato previsto e denunciato.
Già nel 2022, con un’interpellanza in Consiglio comunale, avevamo messo nero su bianco tutte le criticità del progetto di rigenerazione urbana, segnalando i rischi legati:
alla scarsa conoscenza del sottosuolo,
alla presenza di strutture storiche,
all’assenza di adeguate verifiche preventive.
Non siamo stati ascoltati.
Oggi i fatti parlano per noi.
Nel cantiere di viale Mancini un escavatore danneggia una condotta, crolla la volta di un’antica cisterna, emergono liquami, odori nauseabondi, paura e transenne.
I lavori si fermano. Di nuovo.
Nel frattempo Manduria ha due cantieri strategici bloccati:
viale Mancini
ex mercato coperto (parcheggio sotterraneo)
Stesso copione.
Stessa improvvisazione.
Stessa responsabilità politica.
E c’è un’altra verità che va detta chiaramente: il progetto di rigenerazione urbana non è mai stato discusso in Consiglio comunale.
Una scelta che ha inciso profondamente sulla città è stata portata avanti con un semplice atto di giunta, escludendo il massimo organo democratico e il confronto pubblico.
Questo è il punto politico centrale: decisioni calate dall’alto, senza dibattito, senza ascolto, senza condivisione.
A pagare sono sempre gli stessi: le famiglie e i bambini della scuola Prudenzano, costretti da mesi a convivere con rumori, polveri e ora anche con esalazioni nauseabonde; i residenti e i commercianti, ostaggi di cantieri infiniti; una città intera, a cui era stato promesso che i lavori sarebbero durati “ancora poco”.
E non è il caso di citare come alibi la tutela del sottosuolo e delle strutture storiche che è sacrosanta e che in questa storia ha inciso poco. È l’Amministrazione Pecoraro la unica vera responsabile di tutto. Bisogna chiedere, a mó di litania, le dimissioni “in toto”di questa massa di incapaci. La direzione lavori di questo progetto si è mostrata assolutamente incapace di gestire e il cantiere e gli imprevisti ad esso connessi.
Questa non è Rigenerazione Urbana.
È un metodo sbagliato, che procede per annunci, errori e stop continui.
Chi governa ha il dovere di prevedere.
Qui, invece, si è scelto di ignorare gli avvertimenti e oggi se ne pagano le conseguenze.
Demos Manduria continuerà a fare ciò che ha sempre fatto: dire la verità, difendere i cittadini, pretendere responsabilità.
Manduria merita rispetto.
E soprattutto merita decisioni trasparenti, condivise e competenti.
Il gruppo Demos-Manduria lo dice fin da ora e a chiare lettere e cioè che non ha e non avrà punti di contatto elettorale con chi ha danneggiato Manduria in tal modo».
Demos Manduria


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