venerdì 30 gennaio 2026


30/01/2026 09:44:09 - Manduria - Attualità

Ecco la lettera inviata alla Asl, all’assessorato regionale alla Sanità e al Ministero della Salute

«Tale situazione configura una sospensione di fatto dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per una parte rilevante della popolazione territoriale, con evidente compromissione del diritto fondamentale alla salute di cui all’art. 32 Cost., nonché dei principi di universalità, uguaglianza e continuità del servizio sanitario pubblico.

- Dalle informazioni fornite, il laboratorio di analisi è stato costretto a fermare l’attività per i pazienti esterni per mancanza di reagenti e materiali indispensabili, palesando una manifesta disorganizzazione territoriale dell'assistenza farmaceutica.

- Si tratta, peraltro, dell’ennesimo episodio di una crisi strutturale che da ormai più di due decenni caratterizza il presidio ospedaliero di Manduria, il quale è stato progressivamente svuotato dalla delle proprie funzioni nonostante l’evidente distanza dai P.O. del capoluogo di provincia.

- Lo stesso presidio “Giannuzzi” e gli operatori sanitari addetti vivono in uno stato di costante emergenza organizzativa e funzionale, con una lenta ma inesorabile perdita di servizi essenziali e capacità operativa.

- Tale costante stato di emergenza rappresenta inoltre un preponderante fattore di rischio e stress per gli operatori sanitari addetti, che si ritrovano a dover gestire le complessità quotidiane con scarsissimi mezzi in dotazione

- Oggi, per la comunità manduriana, resta sempre più lo scheletro di un ospedale, privo di una reale capacità di risposta ai bisogni sanitari del territorio.

CONSIDERATO CHE

-Nel periodo della pandemia da Covid-19 l’Azienda Sanitaria e l’Amministrazione comunale, per voce del sindaco Pecoraro, aveva pubblicamente affermato che il presidio “Giannuzzi” sarebbe stato potenziato e migliorato, e che proprio in virtù di tali prospettive la comunità accettava la trasformazione della struttura in ospedale Covid.

-Tali promesse istituzionali, tuttavia, risultano oggi clamorosamente disattese: terminata l’emergenza, il presidio non solo non è stato rafforzato, ma è stato progressivamente marginalizzato e impoverito nelle sue funzioni.

VISTO CHE

-La sospensione delle attività di laboratorio per l’utenza esterna, dovuta a carenze di approvvigionamenti e criticità organizzative, evidenzia un grave deficit di programmazione, pianificazione e controllo, imputabile alla Direzione strategica dell’ASL e, per quanto di competenza, agli organi politici regionali e locali preposti alla tutela del diritto alla salute.

***

Tanto detto, con la presente nota:

SEGNALA

  • Che la chiusura e il blocco delle richieste tramite i Cup del distretto socio-sanitario 7 per utenti esterni al presidio rappresenta un vero e proprio vulnus assistenziale in violazione della normativa e dei principi costituzionale garanti del diritto alla salute.

CHIEDE

  • l’immediata adozione di misure straordinarie per il ripristino integrale del servizio di laboratorio per l’utenza esterna;
  • la comunicazione trasparente delle cause della sospensione, relative al mancato corretto approvvigionamento delle risorse necessarie a garantire il servizio.

SOLLECITA

  • la predisposizione e pubblicazione di un piano strutturale congiunto tra Azienda Sanitaria Locale, Regione e Enti Ministeriali volto al concreto rilancio del presidio ospedaliero di Manduria, con indicazione di risorse, personale e servizi essenziali da garantire.

Si segnala, infine, che il perdurare di tali condizioni rappresenta una grave lesione dei diritti della comunità locale e rischia di configurare profili di responsabilità amministrativa e contabile, oltre che una inaccettabile regressione del sistema sanitario territoriale.

Si resta in attesa di cortese riscontro, al fine di dare puntuali aggiornamenti alla cittadinanza».

 

Domenico Sammarco

Consigliere Comunale

Comune di Manduria