domenica 01 febbraio 2026


01/02/2026 08:52:36 - Manduria - Attualità

Hanno relazionato Saverio Fella, Maria Gabriella Andrisano e Gabriele Dimaggio

Ecco il resoconto dell’attività di formazione e informazione che l’associazione “Plinio il Vecchio” ha tenuto nella settimana appena trascorsa.

Martedì 27 gennaio – Dott. Saverio Fella: “Gli animali esseri senzienti, ed il loro diritto di esistere”

Il relatore ha introdotto l’argomento enunciando la normativa nazionale ed internazionale sui diritti dell’animale.

A riconoscere il diritto al rispetto degli animali, esseri viventi capaci di provare sentimenti, quali amore, preoccupazione, dolore, rabbia e noia è:

  • la «Dichiarazione universale dei diritti dell’animale» proclamata a Parigi presso la sede dell’Unesco il 15 ottobre del 1978, il cui art. 2 così recita: «Ogni animale ha diritto al rispetto…»…. e l’art. 14: «I diritti degli animali devono essere difesi dalla legge come i diritti dell’uomo»;
  • Trattato sul funzionamento dell’Unione europea,all’ art. 13 sancisce «L’Unione e gli Stati membri tengano pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti».

In merito alla normativa nazionale, gli animali nel codice civile sono equiparati alle «res» (cose).

  • legge n. 281 del 14 agosto del 1991 all’art. 1prevede che «Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali d’affezione, condanna gli atti di crudeltà contro gli stessi, i maltrattamenti e il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e tutelare la salute pubblica e l’ambiente»
  • Di recente approvazione è stata la legge n. 177 del 25 novembre del 2024 (Interventi in materia di sicurezza stradale e delega al Governo per la revisione del codice della strada di cui al b) intervenuta anche in tema di abbandono di animali, modificando l’articolo 727 del codice penale.
  • La legge Brambilla, approvata definitivamente il 29 maggio 2025, prevede pene più severe in materia di maltrattamenti degli animali, in particolare:
  • «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni e con la multa da 3000 a 15000 euro.
  • per chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possano metterne in pericolo l’integrità fisica, la pena passa da 1 a 3 anni di reclusione a quella maggiore da 2 a 4 anni, pene aumentate se i fatti sono commessi alla presenza di minori; se i fatti sono commessi nei confronti di più animali; se l’autore diffonde attraverso strumenti informatici o telematici, immagini, video o altre rappresentazioni del fatto commesso.

Una grandissima vittoria, questa, per gli animali e per chi li ama.

L’auspicio è che pene più severe possano agire da deterrente per porre la parola «fine» alla crudeltà umana.Crudeltà che non apparterrà mai agli animali.

Giovedì 29 gennaio – Dott.ssa Maria Gabriella Andrisano: “Io sono: percorsi di mindfulness e autenticità”

L’incontro ha voluto mettere in evidenza l’aspetto scientifico della Mindfulness e come le neuroscienze si siano occupate negli ultimi decenni di “meditazione “e dei suoi effetti sul nostro cervello.

Le ricerche più recenti mostrano che la meditazione favorisce la neuroplasticità perché “allena” ripetutamente attenzione, consapevolezza ed emozioni.

I cambiamenti prodotti nelle mappe neurali, nella materia grigia e nell’attività di reti cerebrali, sono misurabili, ed è possibile affermare che la meditazione modifica la struttura del cervello, cambia il modo in cui le reti neurali comunicano, regola i sistemi dei neurotrasmettitori e rafforza i circuiti dell’attenzione e della calma.

La meditazione è strettamente correlata all’autocoscienza. Non si tratta di “rilassarsi”; la meditazione modifica il modo in cui il cervello costruisce il senso di sé, rendendolo più consapevole.

La mindfulness, quindi, è una pratica che può condurci ad un sé più ampio, più aperto verso gli altri, meno centrato sull’ego; può aumentare la nostra stabilità emotiva e donarci un maggiore equilibrio, una minore reattività. La mindfulness è un allenamento che porta ad una mente più chiara, stabile e consapevole.

Venerdì 30 gennaio – Gabriele Dimaggio per il Teatro della Luna: Tre autori ed un mondo. “Una letteratura a testa bassa”, da Kafka a Pasolini

Quale sarà l’arcano percorso che collega i frattali di Benoit Mandelbrot ed il triangolo di Waclaw Sierpinskj a Franz Kafka, Pier Paolo Pasolini e Dante Alighieri?

Gabriele Dimaggio ci prende per mano e ci conduce alla scoperta di questo arcano, a “testa bassa”, passando da Kafka a Pasolini e, infine, a Dante; il rimando ai frattali, sorta di prigione ricorsiva, compare con l’uso di immagini, suggestioni e terminologie ad essi attinenti.

Gabriele, affettuosamente solo Gabriele, servendosi appunto del mondo dei frattali, ci parla del rapporto padre-figlio, come una iterazione, una struttura ricorsiva: ciò che il padre è ritorna nel figlio, perpetuando una forma di isomorfismo; ci parla del ruolo della nevrosi, una sorta di pensiero ossessivo e ricorrente che si ripete, si moltiplica, si auto-alimenta come un loop frattale della mente e del connubio burocrazia-potere-macchina, frattali sociali che ripetono procedure, moltiplicano nodi, generano labirinti.

La lettura, il racconto e il commento della risposta del padre Hermann alla “Lettera al padre” di Kafka e della “Supplica a mia madre” di Pasolini rendono plasticamente i temi precedenti; a questo si aggiungono le sottolineature sul vario modo degli autori di ricercare vie di fuga e di vivere il triangolo padre-madre-figlio.

Ma ecco che il racconto si interrompe; silenzio assoluto. Gabriele è al leggio ed inizia

La bocca sollevò dal fiero pasto
quel peccator, forbendola a' capelli
del capo ch'elli avea di retro guasto.
……………..

Le parole si diffondono, col loro carico mutevole di musicalità ora carezzevole ora aggressiva, col loro messaggio ora suadente ora provocatorio; fluisce libera e prepotente l’emozione che, al fine, si acquieta al proferire

……………..

già cieco, a brancolar sovra ciascuno,
e due dì li chiamai, poi che fur morti.
Poscia, più che 'l dolor, poté 'l digiuno".

E così ci consegna, dal Canto XXXIII dell’Inferno, il messaggio del conte Ugolino della Gherardescae della paternità tragica, senza via di fuga, reso da Dante come un urlo che attraversa la storia.

In chiusura la prof.ssa Ilaria Marzo celebra con noi la nascita del “Teatro della Luna”; una famiglia, per usare le sue parole, che si propone con forme potenti di comunicazione artistica, come quella di questa sera.

Grazie Gabriele, grazie Teatro della Luna.