Il modello organizzativo è innovativo: integra l’odontoiatria nel percorso di cura domiciliare dei pazienti più vulnerabili, con l’obiettivo di migliorare la salute orale di persone allettate o impossibilitate ad accedere alle cure odontoiatriche tradizionali

Portare le cure odontoiatriche a casa dei pazienti fragili, parzialmente dipendenti o non autosufficienti in assistenza domiciliare. Questo è l’obiettivo del progetto “Sorrisi a domicilio”, iniziativa di odontoiatria sociale attiva nel distretto socio sanitario 5 di Martina Franca e Crispiano, rivolta ai pazienti “special needs” in assistenza domiciliare integrata.
Nel progetto collaborano sinergicamente la dottoressa Maria Giovanna Cappelli, che ha coordinato la definizione del protocollo operativo e l’integrazione nei percorsi assistenziali territoriali; gli odontoiatri Raffaele Bafunno e Maria Amelia Pomarico; l’igienista dentale Angela Rosato, ideatrice e proponente dell’iniziativa, con il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.
Il modello organizzativo è innovativo: integra l’odontoiatria nel percorso di cura domiciliare dei pazienti più vulnerabili, con l’obiettivo di migliorare la salute orale di persone allettate o impossibilitate ad accedere alle cure odontoiatriche tradizionali. Il percorso di intervento è strutturato in fasi: il medico di famiglia richiede una prima visita odontoiatrica domiciliare per l’assistito; l’odontoiatra valuta la necessità di un piano di cure domiciliari per l’igiene orale; l’igienista dentale viene inserita nel PAI (Piano Assistenziale Integrato) e prende in carico il paziente, eseguendo prestazioni di igiene orale direttamente a domicilio.
In cinque anni di attività, il progetto ha consentito di realizzare oltre 1.500 interventi domiciliari, di cui il 20,5% ad elevata complessità. Particolare attenzione è stata riservata ai pazienti portatori di tracheotomia e affetti da SLA, che rappresentano il 58% degli interventi: in questi casi, la presenza di agenti patogeni nel cavo orale può favorire la migrazione verso le vie respiratorie, aumentando il rischio di infezioni batteriche persistenti.
«Questo progetto è un esempio concreto di sanità di prossimità e di integrazione tra professionisti, capace di portare risposte efficaci direttamente nelle case delle persone più fragili - dichiara il Commissario straordinario di ASL Taranto, Vito Gregorio Colacicco, che sottolinea come - l’innovazione organizzativa può tradursi in un miglioramento reale della qualità delle cure e dell’equità di accesso ai servizi sanitari, con l’auspicio che il modello sia replicato negli altri territori».
L’analisi degli esiti clinici evidenzia un miglioramento significativo degli indicatori di salute orale: l’andamento medio percentuale dell’Indice di Placca e dell’Indice di Sanguinamento dopo 12 mesi di intervento mostra una riduzione marcata, a conferma dell’efficacia del modello assistenziale adottato. Il miglioramento degli indici infiammatori in pazienti con quadri clinici più complessi ha contribuito a rafforzare l’adesione al percorso di cura da parte dei pazienti e dei loro caregivers, con un progressivo miglioramento, del numero totale di richieste e accessi domiciliari negli ultimi anni.

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